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Le donne Fdi: "Siamo tutte iraniane". Solidarietà delle politiche lombarde

Ieri sera in piazza San Carlo deputate, assessore e consigliere regionali con gli attivisti di Teheran

Le donne Fdi: "Siamo tutte iraniane". Solidarietà delle politiche lombarde
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Fatti e non parole. Lo chiedono a gran voce le politiche lombarde di Fratelli d'Italia. Ieri - giornata in cui i loro capigruppo di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, hanno chiesto una informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani, perché oltre ad esprimere una solidarietà vera verso il popolo iraniano, il partito vuole anche comprendere a fondo la gravità di quel sta succedendo veramente in quel Paese -, su input della deputata Grazia Di Maggio queste donne hanno organizzato un sit nella centralissima piazza San Carlo a cui hanno partecipato molti esuli iraniani al grido di «Torni lo scià». Tra questi Ramti Ghazavi, tenore iraniano del Teatro alla Scala, ma anche Rayane Tabrizi, l'attivista e presidente dell'associazione Maanà che sabato scorso ha organizzato il presidio pro Iran in piazza Scala e Susana Irandosd, in Italia da oltre trent'anni: in Iran questa donna non ha più nessuno e non è potuta tornare in patria nemmeno per il funerale dei suoi genitori, ma lotta partecipando a ogni manifestazione contro il regime iraniano convinta che a Teheran un giorno si possa finalmente vivere liberi.

Donne per le donne, quindi. O, come ha invocato la consigliera lombarda Maira Cacucci: «Stasera siamo tutte iraniane!». Del resto, ci ha tenuto a sottolineare con forza la sottosegretaria al Ministero dell'Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, «il silenzio è complicità e non è giusto dopo che in Iran le donne da sempre hanno condotto importanti battaglie, sono state delle martiri e rivestono un ruolo determinante in questa rivolta» contro la dittatura.

«Oggi stare qui è un modo la concreta cultura del nostro partito, per dire a ragazzi e ragazze iraniani che non sono soli. E ci auguriamo che, insieme alla nostra, arrivi la testimonianza concreta di tutte le comunità politiche del nostro Paese» ha detto l'assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso. E l'onorevole Cristina Almici: «Il coraggio in Iran ha il volto femminile, ma in questi giorni abbiano assistito al coraggio di tutto un popolo che scende in piazza per dichiarare la volontà di essere libero. Noi siamo al loro fianco, le donne stanno dimostrando che il loro corpo e la loro vita non sono proprietà del dittatore: non vogliamo che il popolo iraniano diventi come noi ma che possa vivere liberamente».

In quest'ottica la consigliera regionale Paola Bulbarelli ha ricordato Rubina Aminian, la studentessa 23enne uccisa a Teheran con un colpo alla testa sparatole a distanza ravvicinata alle spalle; la sua collega Chiara Caucino ha ricordato che «il nostro governo sta dimostrando che il tema dei diritti civili dell'Iran è al centro dell'agenda internazionale».

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