Come il famoso maiale di cui non si butta via niente, Donald Trump è ormai l'unica batteria che alimenta una sgangherata sinistra europea. Perfino Macron, il presidente della Francia in crisi di identità e consensi, crollato a poco più del 10% del gradimento e ormai isolato, chiede «aiuto» alla Casa Bianca. Accusa il presidente degli Stati Uniti di colonialismo in Venezuela, da che pulpito poi a Parigi, per cui la questione è seria. Maduro ha fatto perdere la brocca alla vecchia armata che guidava l'Europa. Anche perché da noi non è che stiano messi meglio. Ci sono Pd e 5 stelle, ormai al traino di Avs, in piazza a difendere Mohammad Hannoun, in galera con l'accusa di finanziare il terrorismo di Hamas, e - per non buttare niente - a indignarsi per l'arresto del dittatore venezuelano, elevato a nuova icona della gauche salottiera. Poco male, vorrà dire che le primarie le faranno al Leoncavallo, tanto glielo ridaranno uno spazio a spese nostre. Un solo accorgimento: almeno la sinistra non si presenti in tv a fare la lezioncina al governo Meloni sulla liberazione di Alberto Trentini, finito in galera, nel Venezuela di Maduro, lui sì senza una ragione.
Dopo la liberazione dei primi prigionieri, anche italiani, qualcuno spieghi a lor signori che è stato il dittatore che difendono ad avere sbattuto in cella l'operatore umanitario italiano, per cui se vanno in piazza per Maduro almeno tacciano su Trentini. E ringrazino il governo per quanto ha sempre fatto per riportare a casa gli italiani come Trentini. Che di certo sarà felice di sapere che i leader più vicini alle sue idee oggi stanno con il suo carceriere.