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L’accusa di Blair: "Un’empia alleanza tra sinistra e islamismo"

Scossa dell’ex premier britannico: "L’antisemitismo dilaga, i progressisti non rompono quel patto"

L’accusa di Blair: "Un’empia alleanza tra sinistra e islamismo"
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Porre fine all'«empia» alleanza della sinistra con gli islamisti.

Il monito che scuote l'Europa arriva da un mito del laburismo inglese, l'uomo che per un'intera era politica ha incarnato il volto moderno e vincente della sinistra europea e atlantica: Tony Blair (nella foto).

Premier britannico lungo un decennio carico di aspettative e ottimismo, in seguito inviato per la pace in Medio Oriente (per Onu, Ue, Usa e Russia) poi prestigioso e strapagato conferenziere e consulente, Blair di recente è stato in lizza per un posto di rilievo nel board «di Trump» su Gaza, fino al veto arabo che lo ha escluso. Proprio Blair, negli ultimi giorni è intervenuto su un tema caldissimo in tutta Europa, in particolare in Francia e Inghilterra, Paesi con storia coloniale e alti tassi di immigrazione, che prefigurano scenari destinati a maturare presto nell'intero continente.

Il tema è l'islam politico, il suo potere, le sue ambizioni e il suo rapporto con la sinistra. Se ne è occupato, Blair, con un intervento sul blog «The Free Press», ripreso dal Daily Mail e con un'opinione su «Times Politics».

Il discorso dell'ex premier parte dall'emergenza antisemitismo. E arriva a pochi giorni dall'incendio appiccato a Londra a quattro ambulanze gestite da un'organizzazione benefica ebraica. Un episodio grave e purtroppo non isolato, anzi parte di «un modello diffuso» in Gran Bretagna come in altre parti d'Europa.

Per Blair, l'antisemitismo si tramanda nei secoli, e in ogni generazione trova nuove giustificazioni e pretesti, ma oggi assume «nuove forme», sia a destra che a sinistra. La versione di sinistra è «uno sviluppo pernicioso e inedito nella politica progressista: l'alleanza con gli islamisti», un'alleanza che nella sua opposizione a Israele ha trovato una causa che la anima. Mentre la guerra a Gaza ha permesso di portare aventi questo patto senza ostacoli. Blair accusa la sinistra di non opporsi agli estremisti che considerano tutti gli ebrei sostenitori di Netanyahu, e in quanto tali «bersagli legittimi» di violenza e intimidazione in seguito all'intervento militare israeliano a Gaza.

Il problema, secondo l'ex premier, è che dietro le condanne rituali dell'antisemitismo non c'è molto altro. «Sotto la pressione degli attivisti di partito e di parte della comunità musulmana - spiega, ripreso dal Daily Mail - molti politici progressisti che rifiutano sinceramente l'antisemitismo non sollevano queste questioni e non affrontano di petto questa alleanza empia tra parte della sinistra e gli islamisti nelle nostre società, la cui ideologia conduce inesorabilmente all'antisemitismo».

Un monito simile è destinato a lasciare il segno.

Non solo nella sinistra britannica - che pure dall'ombra dell'antisemitismo è stata dilaniata nell'era di Jeremy Corbyn - ma anche nel resto dell'Europa, a partire dalla Francia, scossa di recente da un rapporto choc sull'islamismo e da un libro-inchiesta uscito sei mesi fa e vendutissimo - scritto dal giornalista Omar Youssef Souleimane - che indaga sui legami tra la galassia dei Fratelli musulmani e «La France Insoumise», la controversa gauche di Jean-Luc Mélenchon e Rima Hassan.

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