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L'Europa si muove. La call a quattro tra Starmer, Merz, Meloni e Macron

"Ora coordinamento diplomatico e militare. La premier sente Erdogan: "Serve il dialogo"

L'Europa si muove. La call a quattro tra Starmer, Merz, Meloni e Macron
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«Nelle prossime ore e nei prossimi giorni saranno fondamentali un'intensa attività diplomatica e uno stretto coordinamento militare». È questo, fa sapere a metà pomeriggio Downing Street, l'intendimento di Keir Starmer, Friedrich Merz, Emmanuel Macron e Giorgia Meloni. Che ieri mattina hanno avuto una call a quattro per fare il punto sull'evoluzione della crisi in Medio Oriente. Di fatto, una riunione del cosiddetto Quad europeo, un formato che viene convocato di tanto in tanto e in maniera sostanzialmente informale e che tiene insieme le due principali potenze militari d'Europa (Regno Unito e Francia) e le due maggiori economie dell'Ue (Germania e Italia). Una mossa che segue le telefonate di giovedì scorso tra Macron, Meloni e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis che si sono coordinati per fornire uno scudo europeo a Cipro - Paese dell'Unione europea, nonché presidente di turno dell'Ue - dopo l'attacco di droni iraniani contro una base britannica sull'isola. Per l'Italia, si sta muovendo verso l'area la fregata missilistica Federico Martinengo con a bordo 160 uomini. Un'iniziativa - quella di inviare supporto militare a Cipro, alla quale hanno aderito anche Spagna, Paesi Bassi e, ovviamente, Regno Unito.

L'Europa, insomma, sta provando a muoversi in modo coordinato, cercando di superare di fatto le lungaggini della burocrazia di Bruxelles che resta condizionata dal potere di veto del singolo stato.

Londra, Berlino, Parigi e Roma, peraltro, oltre ad analizzare lo stato dell'arte dell'offensiva voluta da Usa e Israele e della reazione dell'Iran, accolgono con favore «l'expertise di livello mondiale sull'intercettazione di droni che Volodymyr Zelensky ha offerto ai partner della regione» e sottolineano l'importanza di «garantire che il sostegno all'Ucraina continui su larga scala». Meloni, Macron, Merz e Starmer, inoltre, condannano «i gravissimi attacchi dell'Iran» e sottolineando «la necessità di coordinarsi da vicino sulla situazione nello Stretto di Hormuz, ribadendo preoccupazione per la situazione in Libano».

Prima di lasciare Roma con destinazione Verona per assistere in serata alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali Milano-Cortina, la giornata di Meloni a Palazzo Chigi è stata scandita anche da altre interlocuzioni internazionali. Tra cui una conversazione telefonica con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan a cui la premier, fanno sapere fonti di governo, «ha prima di tutto espresso la sua solidarietà e vicinanza» per «l'ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto la Turchia, partner strategico dell'Italia e alleato Nato». I due hanno quindi avuto uno scambio sull'evoluzione della crisi in Medio Oriente e hanno concordato di mantenersi in stretto contatto.

Una giornata, dunque,

dedicata a ripetuti contatti diplomatici, anche con i Paesi del Golfo. Meloni è infatti convinta debba essere messa in campo «ogni iniziativa» possibile «per tornare al dialogo fra le parti. Il governo, scrive la premier sui social, «è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani». «La priorità - aggiunge - è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti». Allo stesso tempo, fa sapere Meloni, l'esecutivo sta «vigilando su tutti i fronti», dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, «valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti».

Un approccio ribadito anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

«L'Italia - dice il vicepremer - è in prima linea, in Europa e nel G7, perché il Medio Oriente torni ad essere un'area di stabilità, dialogo e sviluppo». E il governo, «in coordinamento con i partner europei e del G7», continuerà a «fare la sua parte per sostenere i Paesi della regione colpiti, favorendo al contempo la de-escalation».

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