Da quando c'è Trump, in Europa non si parla più di fesserie. Come abbiamo fatto negli ultimi anni. Dopo harakiri come Green Deal e immigrazione senza limiti, finalmente smettiamo di misurare la lunghezza dei pesci rossi e regolamentare i regolamenti, ma parliamo di Guerra e di Pace, difesa comune, pericolo islamista, confini sicuri e, pur senza nominarli, eurobond, cioè debito europeo. Basterebbe questo a sperare che duri a lungo il presidente degli Stati Uniti. Anche se devo ammettere che un difetto ce l'ha: tiene unita la sinistra. Che lo tratta da matto e invece gli deve tutto. A lui e all'altra ossessione che ha: Giorgia Meloni. A un anno dall'elezione alla Casa Bianca, invece, credo che il desiderio da esprimere - mentre Donald Trump soffia la candelina - sia che le sinistre dell'Occidente restino proprio così come sono oggi. Ossessionate. Secondo quel luogo comune per cui lui non ha capito nulla, è un pazzo, solo un signore fuori di testa che pensa di conquistare perfino la Groenlandia. Non so e non mi interessa se faccia bene il presidente degli americani. Non sono americano e non lo divento certo per l'occasione come fanno gli opinionisti in tv. Ma per l'Europa e per noi Trump è stato un bene. Perché ha mostrato che il re era nudo. Anzi, la regina.
E ha mostrato che a destra ci sono delle ragioni profonde nel criticare quest'Europa e nel provare a cambiarla. Oltre ad averci consegnato la certezza che Giorgia Meloni è un leader che ha riportato l'Italia sul tavolo internazionale.