da Roma
Il rinvio era nell'aria da settimane. Ma arriva comunque in un clima appesantito da quella che è solo l'ultima di una lunga serie di schermaglie tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron (nella foto). Così, è inevitabile che quando l'agenzia France Presse batte la notizia dello slittamento a data da destinarsi del vertice franco-italiano in programma a Tolosa il 9 e 10 aprile in molti ripensino al duro botta e risposta sull'assassinio dello studente militante di destra Quantin Deranque. In verità, riferiscono fonti francesi, la richiesta di posticipare l'incontro sarebbe sì partita da Roma, ma sarebbe stata avanzata da Meloni direttamente a Macron a margine del Consiglio europeo che si tenne nel castello di Alden Biesen nelle Fiandre il 12 febbraio. Quindi, esattamente una settimana prima dell'affondo dell'inquilino dell'Eliseo. Che giovedì scorso, durante una visita di Stato in India, aveva detto ai giornalisti francesi di essere «colpito» dal fatto che «i nazionalisti che non vogliono essere disturbati nel proprio Paese siano i primi a commentare ciò che accade altrove». Considerazione che lo stesso Macron confermava essere riferita alla premier italiana, tanto che France Presse cita «Meloni» nel titolo del lancio. Parole a cui fa seguito a stretto giro la «sorpresa» di Palazzo Chigi. Quanto detto dal presidente francese, spiega la premier, «mi ha colpito e non me le aspettavo» perché «la mia riflessione non è sulla Francia ma su come si sta polarizzando lo scontro politico nelle democrazie occidentali».
Il rinvio, spiegano ambienti coinvolti nei preparativi, era peraltro in valutazione da tempo e sarebbe sostanzialmente maturato di comune accordo. Non per ragioni politiche, ma per avere più tempo per trattare i delicati dossier al centro del vertice intergovernativo, la maggior parte dei quali legati all'attuazione del Trattato del Quirinale. Non solo difesa e sicurezza, certamente uno dei capitoli più sensibili, ma anche spazio, alta tecnologia, innovazione, digitale, economia, cooperazione industriale e cultura. Il vertice di Tolosa, insomma, più che politico doveva essere soprattutto operativo. E proprio per la complessità dei dossier - e per evitare sovrapposizioni con il G7 in programma a Evian, in Francia, tra il 15 e il 17 giugno - Roma avrebbe spinto per lo slittamento. E al momento l'ipotesi più accreditata è quella di ricollocare il vertice intergovernativo tra la fine del G7 e la metà di luglio.
Detto questo, il contesto politico resta tutt'altro che neutro. Al netto della polemica su Deranque, infatti, il rapporto tra i due non è mai decollato davvero. Dal primo incontro romano dell'ottobre 2022 fino alle più recenti divergenze su Ucraina, migranti e rapporti commerciali, la relazione è stata spesso segnata da freddezze e incomprensioni.
E magari è anche per questo che fonti dell'Eliseo ci tengono a far filtrare quanto Macron abbia «fortemente voluto» il Trattato del Quirinale, «avviato nel 2017» e poi «concluso con Mario Draghi e il sostegno del presidente Mattarella».