Abbattuto il pallone-spia cinese. L'ordine di Biden dopo il caos

Colpito al largo della costa della Carolina del Sud, ora si studieranno i rottami. Nel pomeriggio chiusi tre aeroporti

Abbattuto il pallone-spia cinese. L'ordine di Biden dopo il caos

Abbattuto. Il via libera del presidente Joe Biden è arrivato e il pallone spia cinese, individuato venerdì sui cieli del Montana, mentre sorvolava siti sensibili di missili nucleari statunitensi, è stato colpito mentre volava sull'Oceano Atlantico, dopo aver attraversato la costa orientale degli Stati Uniti. Missione compiuta, con diversi jet avvistati da testimoni oculari. Nel pieno riserbo, con il presidente che ha seguito l'operazione a bordo dell'Air Force One con cui si stava recando a Camp David, anche se in giornata erano emerse indiscrezioni su un piano al quale le autorità americane stavano lavorando per abbattere lo «strumento di sorveglianza» manovrato da Pechino. Prima dell'azione decisiva, tre aeroporti del Nord e Sud Carolina, sui cui cieli ieri volava il pallone, erano stati chiusi per «iniziative di sicurezza nazionale». Si attendeva che l'oggetto-spia si spingesse verso l'oceano, per intervenire evitando rischi sui centri abitati.

Il Northern Command degli Usa si è coordinato con la Nasa per determinare il raggio di caduta dei detriti e come recuperarne i resti, per studiarli, dopo l'abbattimento sull'oceano. Mezzi navali sono già stati mobilitati per il loro recupero. «Ce ne prenderemo cura», aveva garantito Biden a chi gli chiedeva se il pallone sarebbe stato colpito, prima del via libera ufficiale.

In una giornata convulsa, il Pentagono ha anche annunciato di aver rilevato un altro pallone-spia cinese in transito, stavolta sui cieli dell'America Latina, attraverso la Colombia e la Costa Rica. Entrambi «potrebbero essere guidati da un'avanzata tecnologia di intelligenza artificiale», secondo William Kim, esperto di strumenti di sorveglianza aerostatici del think tank Usa, Marathon Initiative.

Che non si tratti di semplici palloni meteorologici - come sostiene Pechino - lo confermerebbero diversi segnali: quello avvistato sugli Stati Uniti «sembra avere tecnologie di guida avanzate che l'esercito americano non ha ancora collaudato», «non si mostra facilmente ai radar e può mantenere posizioni stazionarie su un obiettivo, rispetto ai satelliti in orbita costante utilizzati dalle agenzie di spionaggio per scattare fotografie», aggiunge Kim all'Afp.

Ma cosa si sa del suo viaggio? È una «reale possibilità» che il pallone sia stato progettato per raccogliere dati al di fuori dei confini degli Stati Uniti, o più in alto, ma abbia subìto un malfunzionamento, spiega l'esperto Kim. «Se si voleva che fosse difficile da individuare o abbattere, avrebbe avuto senso operare ad altitudini più elevate».

Quanto al suo abbattimento, non deve essersi trattato di un'operazione facile. «Questi palloni usano l'elio - spiega ancora Kim - Non puoi semplicemente sparargli e mandarlo a fuoco. Nel '98 ci vollero un migliaio di colpi e sei giorni prima che un pallone meteorologico finito fuori controllo fosse abbattuto dall'aeronautica canadese con i caccia».

Quel che è certo è che il pallone spia segna un cambiamento di passo importante nelle relazioni, già travagliate e in alcuni casi anche molto tese, degli Stati Uniti con la Cina. Pechino ha cercato di derubricare l'evento a «incidente». «Non abbiamo intenzione di violare e non abbiamo mai violato il territorio o lo spazio aereo di alcun paese sovrano - ha detto un portavoce del ministero degli Esteri - Alcuni politici e media negli Stati Uniti lo hanno invece sostenuto per attaccare e diffamare la Cina». Nel corso di una telefonata con il segretario di Stato americano Antony Blinken, il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Wang Yi, ha invitato «alla calma e alla prudenza» di fronte a situazioni «inaspettate». Quanto alla visita di Blinken nella capitale cinese, che Washington ha rinviato dopo il caso, «nessuna delle due parti ha mai annunciato che ci sarebbe stata», negano dalla Cina. La distanza cresce tra le due superpotenze, mentre diminuisce quella tra Pechino e Mosca.

La Cina ha fatto sapere di essere «disposta a lavorare con la Russia per attuare la partnership strategica e promuovere ulteriori progressi nelle relazioni», dopo che il numero due degli Esteri Ma Zhaoxu ha visitato Mosca la scorsa settimana. Per il Wall Street Journal, la Cina sta fornendo a Mosca la tecnologia di cui l'esercito russo ha bisogno per la guerra in Ucraina.

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