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"Abbiamo esagerato tutti nei toni. Col No vincono le toghe estreme"

Nordio ribadisce: "La nostra legge non limita l'autonomia dei pm". Esposto della sinistra all'Agcom per il "troppo Sì in televisione"

"Abbiamo esagerato tutti nei toni. Col No vincono le toghe estreme"
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Meno di 30 giorni al referendum. Carlo Nordio partecipa al forum dell'Ansa sulla riforma della separazione delle carriere e, al direttore Luigi Contu che ricorda il richiamo di Sergio Mattarella al rispetto tra istituzioni, dice: "Sono in perfetta sintonia con lui e auspico un confronto pacato, che entri nel merito. Tutti abbiamo esagerato nei toni, contro di me ce n'è stato qualcuno particolarmente antipatico, da parte di magistrati, mi sono sentito dare del piduista, ma spero che questa polemica sia chiusa. Diamoci tutti una calmata". Per il ministro della Giustizia l'intervento del Capo dello Stato al Csm è stato solo interpretato come "una sorta di rimprovero per una frase che era stata attribuita a me, mentre avevo citato un'espressione di un noto magistrato (Di Matteo, ndr)", come altre, Mieli che aveva parlato di "verminaio" al Csm o l'ex procuratore nazionale Antimafia Roberti che lo chiamava "mercato delle vacche". Nordio, comunque, non nega di aver sbagliato, o almeno esagerato: "Si dice che il giusto pecca 7 volte al giorno e una persona perbene fa 7 errori al giorno". Di una cosa il Guardasigilli è "arcisicuro": vincerà il Sì. In quel caso, cadranno i pregiudizi e il governo aprirà un tavolo per scrivere le leggi di attuazione con magistrati, avvocati, tutti gli operatori di giustizia. Ma se vincesse il No "il governo resterebbe com'è, non ha bisogno di questa vittoria, io sarei sempre ministro anche se deluso, ma sarebbe sconfitta la politica e la magistratura continuerebbe con l'ipoteca delle correnti, sarebbe la vittoria non del centrosinistra ma dell'ala estrema della magistratura", che "ipotecherebbe la politica". Sulla presunta volontà del governo di condizionare i pm, Nordio ribadisce che l'ordine rimane "autonomo e indipendente" e il pm viene "elevato allo stesso livello del giudice". Poi precisa che "l'errore giudiziario è sempre in agguato e il magistrato deve pagare solo se non conosce le carte e le leggi", ma non c'è intenzione di umiliare le toghe. Sull'obbligatorietà dell'azione penale, nulla è cambiato ma si chiedono ai magistrati in primis "saggi consigli" su come dare alle procure un "criterio di priorità omogeneo, perché la discrezionalità non diventi arbitrio nella scelta delle inchieste". Una domanda sul decreto sicurezza, la tutela delle divise e i fatti di Rogoredo sul poliziotto che avrebbe sparato al pusher. "Non esiste scudo penale né impunità, solo non c'è l'obbligo dell'iscrizione nel registro degli indagati per chi, poliziotto, giornalista, medico, abbia agito in stato di giustificazione, di difesa evidente". Che avrebbe votato Shakespeare? "Certo sì, anche Amleto si lamenta degli indugi delle leggi".

Un altro convinto è il sottosegretario al Lavoro leghista Claudio Durigon: "Secondo me il Sì vincerà col 60% dei voti", dice a Un Giorno da Pecora (RaiRadio1).

I parlamentari Pd, M5s e Avs in commissione di Vigilanza Rai definiscono un dato "abnorme e inaccettabile" quello dell'Osservatorio di Pavia: "Nella settimana dei comizi elettorali tempo complessivo della presenza del governo nell'informazione Rai dal 35 al 50%". L'opposizione ha presentato un esposto all'Agcom per la "sovraesposizione del governo".

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