"Poteva capitare ovunque". Bufera su Lamorgese

Il ministro dell'Interno ammette: "Poteva capitare in qualunque parte d'Italia". La Lega all'attacco: "Ha ammesso la sua incompetenza". Ira della Meloni: "Via dal Viminale"

"Poteva capitare ovunque". Bufera su Lamorgese

Continua ad animare il dibattito politico la vicenda relativa all'accoltellamento avvenuto a Rimini. Sabato notte in città un somalo ha causato il ferimento di cinque persone tra cui un bambino di cinque anni. Il centrodestra ha immediatamente ribadito la necessità di garantire un livello maggiore di sicurezza, denunciando di nuovo illegalità e situazioni pericolose in grado di arrecare danni e minare quel senso di tranquillità di cui un Paese civile ha bisogno. Sulla questione si è espressa Luciana Lamorgese, provocando la reazione della Lega e di Fratelli d'Italia che in sostanza chiedono un cambio rapido al Viminale.

Le parole della Lamorgese

Il ministro dell'Interno, intervenuto al termine del comitato per la sicurezza a cui ha partecipato a Rimini, ha sostenuto convintamente che si è trattato di un episodio che sicuramente "non doveva capitare" ma che in fin dei conti "poteva capitare in qualunque parte d'Italia o d'Europa perché era una persona disturbata". Adesso si stanno svolgendo tutti gli accertamenti del caso dal punto di vista psichiatrico per fare appunto chiarezza.

Il cittadino somalo era in giro in Europa dal 2015: era andato in Svezia, Danimarca, Austria, Germania e in ultima sede in Svizzera. Aveva poi proposto la domanda di protezione internazionale. La Lamorgese ha riferito inoltre che la pista legata al terrorismo è stata esclusa con assoluta certezza perché "nel mentre avveniva questo episodio le polizie europee erano in collegamento tra di loro per avere certezza di questo elemento importante".

La Lega va all'attacco

Le parole della Lamorgese hanno fatto registrare le prime reazioni del mondo della politica. Ad andare all'attacco è stata la Lega di Matteo Salvini. Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, rispettivamente capigruppo di Camera e Senato del Carroccio, hanno ringraziato ironicamente il ministro dell'Interno: "Finalmente ha ammesso la sua totale incompetenza e ha detto a tutti gli italiani che non sono al sicuro perché non è in grado di gestire il Viminale". Gli esponenti del partito di via Bellerio chiedono dunque a lei e al Partito democratico di comportarsi di conseguenza: "Via dal ministero".

L'ira della Meloni

Perplessa sull'operato della Lamorgese è anche Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d'Italia si chiede cosa altro debba ancora accadere per provvedere a sostituire il ministro dell'Interno che, tra rave party e sbarchi di immigrati sulle coste italiane, non ha passato di certo un'estate tranquilla e priva di polemiche. "Il somalo era stato segnalato dalla Croce Rossa alla Prefettura come soggetto pericoloso. Ma il governo non ha fatto nulla, come ormai è prassi nell'era Lamorgese", è l'accusa della leader di FdI. Che sottolinea come ormai l'unico compito della Lamorgese sia quello di "reprimere chi osa fare domande sulla gestione del Covid e multare chi contesta pacificamente il governo".

La linea di Forza Italia

Pure Forza Italia ritiene che i problemi sicurezza e immigrazione vadano affrontati con le dovute riflessioni. Il partito azzurro infatti ha chiesto al premier Mario Draghi di aprire un tavolo di confronto tra le forze di maggioranza, con la presenza del ministro Lamorgese, proprio per trovare delle soluzioni efficaci. "Non è questo il momento delle sfiducie individuali ai ministri. Noi non ne abbiamo mai fatte, neppure quando eravamo all'opposizione", ha però precisato il forzista Antonio Tajani.

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