Mentre proseguono le indagini della Scientifica sui materiali usati per il confezionamento della bomba, si parla di plastico C3 e tritolo, si cercano i fiancheggiatori e la rete di appoggi in grado di fornire il materiale necessario all'azione. Cinque le perquisizioni effettuate nella notte su altrettanti obiettivi vicini alla sfera antagonista. Mentre diversi gruppi anarchici in Italia gravitanti attorno al Fai, la Federazione Anarchica Informale, esprimono dolore e solidarietà ai defunti bombaroli, i gruppi di appartenenza di Sandrone, il Nucleo Olga e il circolo La Faglia di Foligno, dove ha vissuto la Ardizzone, per ora tacciono.
Ieri a Roma scritte anarchiche sono comparse all'esterno dell'ingresso della stazione della metro B Marconi. "La vendetta sarà terribile", "Fuori tutti dalle galere". "No al 41 bis" e "Pace agli oppressi Guerra agli oppressori" sono alcune delle frasi scritte sui muri con vernice nera, accompagnate dal simbolo degli anarchici. Tutti elementi che destano una forte preoccupazione: si teme l'emulazione dopo quasi quindici anni dai fatti più rilevanti commessi dalla rete anarchica.
Proprio per questo gli anarchici stanno cercando di ricompattarsi in tutto il Paese: ora che il piano è fallito e che sono nel mirino delle forze dell'ordine hanno bisogno di fare squadra e di diffondere il messaggio della morte dei loro compagni facendolo passare per un decesso glorioso. Tanto che in alcuni dei gruppi Telegram e Whatsapp sono comparsi epitaffi per Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone: "Più forti della morte. Sara e Sandro sempre con noi", si legge nel lungo messaggio di cordoglio firmato centri anarchici di Carrara, Roma, Foligno, Cagliari e realtà laziali.
Ma in serata è arrivata una manifestazione di vicinanza anche da altri circoli che attaccano le ricostruzioni emerse nelle ore precedenti, definendole "farneticazioni dei signori dell'inquisizione e della repressione vanno a braccetto con quelle dei padroni della guerra e dello sfruttamento. Gli stragisti, i massacratori, i produttori di morte gridano allo scandalo per le bombe degli anarchici. Con Sara e Sandro, quando siamo stati inquisiti dalla macchina della repressione di Stato, abbiamo mantenuto la nostra dignità e consolidato la tenacia delle nostre scelte". Poi il passaggio che lascia intendere, come temono gli investigatori, che gli anarchici non si fermeranno: "Quelle nostre giornate infinite non diverranno mai un ricordo sbiadito. Momenti che non si basavano sulle chiacchiere ideologiche, ma sulla convinzione dei nostri percorsi, sui sentimenti, sulla fiducia reciproca, sulla gioia della vita. La volontà rivoluzionaria di Sara e Sandro ha la forza di andare oltre il tempo, vincendo la sofferenza e il dolore. La loro passione per la vita sarà più forte della morte. La loro integrità sarà sempre un monito contro ogni oppressore".
La tensione è alta e, infatti, ieri si è tenuta la riunione riservata del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa) convocato d'urgenza dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi all'indomani dell'esplosione. Tensione che già lo scorso 3 febbraio Piantedosi aveva sottolineato durante un'informativa alla Camera, proprio in seguito agli scontri avvenuti a Torino: aveva richiamato l'attenzione sulla saldatura della "galassia anarco-antagonista" che puntava "a galvanizzarne gli aderenti". A preoccupare, questa volta, oltre ai mezzi utilizzati, è il potenziale altamente letale della bomba che avevano costruito e che, presumibilmente, sarebbe stata utilizzata in una zona molto frequentata.
Il
livello si è alzato, il contesto geopolitico estremamente complesso e le saldature che si stanno creando con altre frange estreme rappresentano il terreno fertile in cui un'escalation della violenza sembra sempre più probabile.