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Gli anarchici preparano l'azione. Pronti i cortei in nome di Cospito

I gruppi si stanno organizzando per "vendicare i compagni". Il 15 vertice ai Navigli di Milano per organizzare la manifestazione contro il 41 bis del 18 aprile

Gli anarchici preparano l'azione. Pronti i cortei in nome di Cospito
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La strategia per riprendere in mano l'eredità del leader anarchico Alfredo Cospito è solo all'inizio e sembra che il piano da mettere in atto si stia strutturando in modo molto più completo rispetto alle rivendicazioni "spot" che si sono registrate per i vari sabotaggi o le interruzioni di pubblico servizio. I motivi principali che si celano dietro questo nuovo ordine sono due, oltre al clima di antimperialismo che anima le piazze antagoniste e che funge da perfetto humus per giustificare la violenza. In primis l'avvicinarsi della scadenza a maggio del 41 bis per Cospito (regime in cui è detenuto a Sassari) che potrà essere prolungato o revocato. La seconda è rappresentata dalla morte dei due compagni di lotta, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti nella seconda metà di marzo a Roma proprio a causa dell'esplosivo artigianale ed altamente mortale che loro stessi stavano progettando per colpire la stazione di polizia di Roma Tuscolano. Ed è a loro due che è stato intitolato il nuovo gruppo anarchico, così come si evince dal sito "La Nemesis" in cui compare la rivendicazione dell'attacco incendiario contro l'abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas "e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone". "Due cuori da vendicare", così ne parlano nei loro gruppi in cui lanciano momenti di raduno per mettere a punto la strategia. E con lo stesso spirito, che riflette un'organizzazione crescente e capillare, si vedranno il 15 aprile a Milano, in zona Navigli, alle ore 20:30 per "l'assemblea lombarda contro il 41 bis, al fianco di Alfredo". Durante la riunione sarà previsto anche un collegamento da Roma per il lancio del corteo del 18 Aprile, un giorno che definiscono "di lotta per Alfredo".

L'allerta è massima soprattutto perché era dalla gambizzazione da parte di Cospito e di Nicola Gai ai danni del manager Roberto Adinolfi, avvenuta nel 2012, che non si registrava una così elevato tasso di pericolosità che coincide con la forte presenza sul territorio e nelle piazze del fronte insurrezionalista, oggi attivo in nome di sigle come la Fai (Federazione anarchica informale, nata nei primi anni 2000 dentro l'area anarchica insurrezionalista) e gruppi affini. Ma anche tramite il triangolo della violenza per eccellenza: Italia, Grecia, Spagna. Sono questi i paesi che hanno storicamente contribuito alla formazione di un'alleanza fatta di cellule che si riconoscono e si attivano quando serve. Non una vera e propria organizzazione in senso tradizionale, ma gruppi pronti a rispondere alla chiamata alle armi che diventano difficilissimi da distruggere perché privi di vertici e perché si rigenerano per affinità con estrema rapidità.

Il baricentro estero è stato il collegamento tra la Fai e la CCF (Conspiracy of Fire) che, soprattutto a partire dal 2010, è divenuto manifesto con azioni di solidarietà dichiarata nei comunicati, azioni rivendicate congiuntamente o in continuità, indagini giudiziarie che hanno evidenziato la presenza incontrovertibile di contatti diretti, tanto che le autorità italiane hanno fatto riferimento a una "connessione provata" tra movimenti anarchici greci e quelli italiani. Non è da escludere, quindi, complice anche il forte clima di tensione internazionale, che nelle piazze italiane e nei momenti di lotta i nuclei italiani possano chiedere appoggio ai loro alleati oltralpe.

Il livello di indagine e di allerta, quindi, non si limita più soltanto ai movimenti che avvengono sul territorio nazionale, perché c'è la piena consapevolezza che il ritorno dello spirito anarchico abbia oggi delle sembianze talmente concrete da risultare preoccupanti.

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