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Gli antagonisti (per ora) fanno flop

Collettivi e centri sociali tentano le "utopiadi". L'ordine pubblico regge la prova

Gli antagonisti (per ora) fanno flop
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Parola d’ordine «Utopiadi».
Per i dotti: «Antidoto eretico o negativo dialettico alle Olimpiadi ufficiali». In pratica un’utopia atletica antagonista, che si manifesta attraverso una serie di iniziative di contro-informazione, sport popolare e mobilitazione sociale nate come critica al modello dei grandi eventi per contestare l’impatto ambientale e la speculazione edilizia. Un progetto ideale di quel che resta dei Black Bloc e di fasce della anarchia che in questi giorni per i Giochi Olimpici e le Paraolimpiadi a Milano hanno dovuto confrontarsi con una gestione molto attenta e in chiave preventiva dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine milanesi e il fatto, non indifferente, che finora non siano giunte segnalazioni di criticità da parte dell’intelligence.
In chiave contemporanea e milanese, quindi molto concreta, finora le «Utopiadi», nella loro manifestazione più estrema, si sono tradotte nella «riappropriazione» temporanea dello «spazio urbano abbandonato» (impianti in disuso, quartieri svuotati) iniziata ieri dalle prime ore del mattino a Lampugnano, periferia nord ovest della città, con l’occupazione da parte degli antagonisti del Palasharp trasformato in Taz (Temporary Autonomous Zone). Nel palazzetto - abbandonato dal 2011 e che l’altro si era pensato di riportare alla luce proprio in vista di Milano-Cortina ma che poi è rimasta nello stato di abbandono in cui si trova da anni - gli antagonisti (50 all’interno e altri 15 all’esterno, sempre monitorati dalla Digos) dovrebbero restare fino a tutto domani per permettere, a chi lo desidera, di fare attività sportiva oltre i «limiti» olimpici.
Scarsamente incisivi e pochi (non erano più di mille), gli appartenenti ai collettivi studenteschi che ieri mattina, davanti al Politecnico, in piazza Leonardo da Vinci, hanno fatto un presidio intitolato «Studenti contro Ice: Milano accoglie l’Ice ma non chi studia». Ice, è noto, è l’acronimo di Immigration and Customs Enforcement, ovvero l’agenzia federale Usa per immigrazione e dogane, spesso associata a politiche anti-immigrati sotto Trump e che per i Giochi Olimpici ha schierato personale per garantire la sicurezza della delegazione statunitense a Milano, inclusi alti esponenti come il vice presidente J.D. Vance.
Corteo relativamente tranquillo anche ieri sera intorno alla zona più popolare di San Siro dove, mentre al Meazza si svolgeva la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi, circa trecento persone hanno sfilato tra piazzale Selinunte e via Mar Jonio per protestare contro la politica degli alloggi e la cementificazione.
Dopo la mega manifestazione in partenza oggi alle 15 da piazza Medaglie d’Oro - nella quale in 20mila circa, tra antagonisti, organizzazioni sindacali, movimenti studenteschi, collettivi e Propal si uniranno nel corteo «Contro la deriva securitaria e contro il patriarcato sociale» - nei prossimi giorni, con il proseguimento delle gare sportive tra Livigno, Bormio, la Val di Fiemme e Cortina d’Ampezzo, dal punto di vista dell’ordine pubblico la situazione a Milano dovrebbe essere in discesa. Si parla al massimo di manifestazioni sportive non agonistiche contro il grande evento «come dispositivo di espropriazione», come «gesto insurrezionale» che potrebbero concretizzarsi qua è là per rifiutare la competizione di chi gareggia per medaglie e record, ma per una città che «rifiuta di essere palcoscenico e torna campo di battaglia simbolica» come si legge sui siti anarchici. Più o meno come quelle che ci sono state giovedì, giorno dell’arrivo della fiaccola olimpica in città, con gruppi di studenti e attivisti che hanno manifestato al passaggio della torcia, con striscioni, cori e slogan.


Non si sono però finora mai create vere problematiche di ordine pubblico, come quelle, per intenderci, che il 1° maggio 2015, giorno dell’inaugurazione di Expo, richiesero l’intervento dei celerini del Reparto mobile. Torino, per fortuna, pare lontanissima.

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