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Bertolaso non molla e punge la Meloni

Il candidato azzurro: "La sua corsa un tradimento, se non una fregatura". E nei sondaggi Forza Italia si riavvicina alla Lega

Bertolaso non molla e punge la Meloni

Roma - Forza Italia mette la Lega nel mirino. La forbice tra i due principali partiti del centrodestra si sta sempre più assottigliando. La conferma arriva dal sondaggio settimanale effettuato da Emg per il Tg de La7 diretto da Enrico Mentana che attesta come la distanza tra i due partiti sia ormai ridotta a uno 0,5%.. Se Forza Italia viaggiava il 21 marzo al 12,7, questa settimana sale al 12,8. Il Carroccio perde, invece, uno 0,5%, passando dal 13,8 al 13,3. Una distanza che a questo punto appare decisamente colmabile e riapre la partita della leadership interna alla coalizione.

Sullo sfondo continua la campagna di Guido Bertolaso per la scalata al Campidoglio. L'ex capo della Protezione Civile, corteggiato da più parti tira dritto, tiene aperta la porta ad Alfio Marchini, definisce «se non un tradimento, una doccia fredda e e una fregatura» il cambio di rotta di Giorgia Meloni. E fa una promessa: «Se vincerò renderò il Tevere balneabile entro cinque anni e mi ci tufferò come Mister Ok».Bertolaso si concede sia ai microfoni di Radio Città Futura sia a quelli di «Un giorno da pecora» su Radio Due. «Se uno vuole diventare sindaco e dare una mano a questa città ridotta in condizioni drammatiche, è bene guardarsi intorno e in questo caso vedere se con Marchini sono possibili sinergie» dice Bertolaso. «Stiamo al momento parlando solo di ipotesi, io con Marchini non ci ho ancora parlato, ma registro che mentre gli altri chiacchierano su percentuali di sondaggi ed equilibri di potere, Marchini è l'unico, oltre a me, a parlare dei problemi dei romani». Il problema, naturalmente, in caso di convergenza riguarderebbe il ruolo di «front-man». «Credo Marchini voglia andare avanti a concorrere per fare il sindaco».

Così come sottotraccia non si ferma il corteggiamento di Giorgia Meloni che non ha mai nascosto il desiderio di averlo come city-manager. «Certo che lo prenderei con me, sarebbe un valore aggiunto». Tutte circostanze che portano Bertolaso a una deduzione: «Tutti dicono che mi vorrebbero come city manager, ma allora se ho tutte queste capacità forse sarò anche in grado di fare il sindaco». Valutazioni sulla necessità di snellire la griglia dei candidati del centrodestra verranno fatte a metà mese quando la campagna elettorale sarà entrata nel vivo e si avranno sondaggi più attendibili. Silvio Berlusconi è convinto che ora sia troppo presto per capire quante chance abbia di arrivare al ballottaggio: «Prima deve fare una immersione popolare».

Chi boccia la possibile confluenza e il ticket Bertolaso-Marchini è ovviamente Giorgia Meloni che alza i toni: «Sarebbe una sorta di riedizione del Patto del Nazareno», mentre i vertici della Lega spingono per un incontro chiarificatore tra i leader del centrodestra, anche se allo stato non risulta nulla in agenda (Berlusconi è ad Arcore, mentre il segretario di via Bellerio si trova in Israele). Nel fine settimana, però, qualcosa potrebbe muoversi.

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