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Bufala smentita: Sì in vantaggio. Il No trainato dai cabarettisti

I favorevoli alla riforma sono saldi al 53%, contro il 47%. Human Data: Storti e Solfrizzi i testimonial dei contrari

Bufala smentita: Sì in vantaggio. Il No trainato dai cabarettisti

La remuntada non c'è. Il Sì mantiene un margine di vantaggio sul No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. A un mese dal voto, le elezioni sono fissate per il 22 e 23 marzo, il sorpasso sognato dalle toghe rosse non c'è: smentite le bufale della sinistra. É il dato che emerge dallo studio dal primo rapporto Human Data - la nuova piattaforma Ai-driven che raccoglie, analizza e spiega i dati di tutti i social network - integrandoli anche con le ricerche demoscopiche - lanciata due giorni fa. Un progetto che è frutto dell'integrazione delle piattaforme proprietarie e leader del mercato SocialData, sul versante corporate, e Human, sul versante politica e istituzioni, sviluppate da SocialCom di Luca Ferlaino e Spin Factor di Tiberio Brunetti.

La fotografia attuale vede un orientamento degli italiani che dà ancora il Sì in vantaggio con il 53%, contro il 47% del No. Il divario si è ridotto sensibilmente rispetto al mese scorso, ma risulta invariato rispetto alle ultime due settimane. Mentre il Sì risulta ancora avanti nelle intenzioni generali di voto, il No invece mobilita di più la rete. Sia in termini assoluti, sia in termini di creator e opinion leader. Nell'ultimo mese le interazioni generali registrate sui social network sono state circa 49 milioni e mezzo, di cui 21 milioni e 700mila relative al No e 17 milioni e 700mila relative al Sì. A trainare il No c'è una pattuglia di comici tra cui Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) ed Emilio Solfrizzi. Per il Sì saranno decisivi i volti simbolo come Giorgia Meloni, Alessandro Sallusti e Nicola Porro.

"La differenza la sta facendo il modo con cui partiti e comitati stanno affrontando la campagna referendaria. La comunicazione del Sì è orientata principalmente ad illustrare i vantaggi della riforma o a smentire, talvolta in modo ironico, i principali sostenitori del No. Questa impostazione, va detto, non trasferisce una prossimità tematica agli elettori esterni alla coalizione di governo e a chi, direttamente o indirettamente, ha avuto a che fare con errori o disservizi del sistema giudiziario. Il No, invece, sta puntando molto sulla paura che vinca il Sì, spesso andando fuori traccia" - spiega Tiberio Brunetti, fondatore di Spin Factor. Dalla ricerca Human data emergono alcuni dati interessanti anche sul gradimento di partiti e leader. Fratelli d'Italia si conferma in cima alle preferenze degli italiani con il 28,1% delle intenzioni di voto (-0,7% rispetto a dicembre 2025). A seguire il Partito Democratico con il 21,5% (+0,1%), il Movimento 5 Stelle con il 12,7 (-0,8%), Forza Italia con il 9,8% (+0,2%), la Lega con il 7,8% (-0,8%), Avs con il 5,8% (invariato), Azione al 3,3% (+0,1%), Italia Viva al 2,4% (-0,2%), Futuro Nazionale con l'1,9%. Tra i leader svetta Giorgia Meloni con una percentuale di gradimento del 44,5% (-0,2% rispetto a dicembre 2025).

A seguire il leader di Forza Italia, Antonio Tajani con il 33,1% (+0,3%), il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, con il 30,3% (-0,9%), la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, con il 28,7% (+0,2%) e il leader ella Lega, Matteo Salvini, con il 26,2% (-0,8).

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