"Noi tifiamo per i missili iraniani", è questo l'inizio del discorso che ha tenuto in piazza Brahim Baya, il referente della moschea Taiba di Torino, molto legato all'imam del capoluogo piemontese Mohamed Shahin che, come ha dimostrato Il Giornale, ha legami con Mohammad Hannoun (oggi in carcere per essere considerato il capo della cupola di Hamas in Italia) e con i suoi uomini. Baya ha proseguito dicendo che quei missili "vendicano un genocidio durato due anni che ha massacrato centomila persone mentre quei sionisti ballavano sul sangue dei palestinesi. Adesso assaporano qualcosa di quello che hanno assaporato i palestinesi da ottant'anni a questa parte". Come si può elogiare delle bombe, aizzare la folla facendo credere che altro sangue potrà portare giustizia?
Baya, che oggi è stato invitato in Parlamento dal Movimento 5 Stelle con una serie di altre sigle (tra cui i Carc, gruppi di boicottaggio e un centro sociale), scrisse questo il giorno della morte del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh, il 31 luglio del '24: "Se uno dei nostri signori muore, un altro signore si erge. Uno che dice ciò che i nobili hanno detto e lo fa". Ma elogiò anche l'altro terrorista, Yaya Sinwar, mente dell'attacco del 7 ottobre ricondividendo un suo discorso e scrivendo che "l'eredità di Sinwar non è solo militare, ma morale e politica. Oggi a Gaza questo messaggio risuona con una forza ancora più grande. Gaza non ha scelto la guerra, ha resistito politicamente. Per questo oggi combatte e non deporrà mai la sua dignità". Un fan dei due volti principali di un'organizzazione terroristica, ma anche delle bombe iraniane: perché è ancora in Italia e viene ospitato a un evento in cui figureranno, come scritto sulla locandina, le deputate dei 5 Stelle Valentina Barzotti, Ida Carmina, il collega Dario Carotenuto, Carmen Di Lauro, Antonio Ferrara, Alessandra Maiorino, Marco Pellegrini e Ilaria Cucchi di Avs? A intervenire è il capogruppo azzurro in Senato Maurizio Gasparri, che chiede l'intervento del presidente della Camera Lorenzo Fontana: "Glielo segnalo pubblicamente perché è un'iniziativa vergognosa. Può davvero un'istituzione come la Camera dei Deputati prestare il proprio spazio a iniziative di questo tipo? Davanti a un manifesto che sembra più una legittimazione dell'illegalità che un confronto democratico, non possiamo che esprimere sconcerto e indignazione. È una scelta grave, che solo gente come i grillini poteva ospitare".
La Procura di Torino prenderà in considerazioni la lunga serie di esternazioni del predicatore o per qualcuno è ritenuta libertà di espressione anche l'elogio dei terroristi? Baya, peraltro, è anche il frontman islamista del No: diversi i suoi post e pubblici interventi in cui invita la comunità musulmana a mobilitarsi e votare contro il referendum sulla riforma della giustizia, tanto da sfidare direttamente e con una sorta di senso di impunità la Premier Giorgia Meloni: "Nel '24 la presidente del Consiglio ha chiesto ai magistrati di indagare su di me perché avevo guidato una preghiera del venerdì in un'aula universitaria occupata dagli studenti. Non è successo perché in Italia i giudici non ricevono ordini dal governo. La magistratura è autonoma. È proprio questa autonomia che protegge i cittadini dagli abusi del potere. Per questo voterò no.
Se hai la cittadinanza italiana: vai a votare. Se non ce l'hai ancora: condividi questo video con chi può". Forse sarebbe ora di mettere un argine a chi pensa di avere il diritto di sposare pubblicamente le atrocità commesse dai terroristi.