Votare "Sì" o votare "No" al referendum sulla Giustizia è una scelta personale e ogni voto è legittimo. Ed è legittimo anche spendersi per le ragioni di una parte e per quelle dell'altra, a patto che questo non vada a ledere diritti fondamentali come quello allo studio. Eppure, il prossimo 17 marzo, la Cgil ha convocato un'assemblea sindacale "in orario di servizio" per personale docente e Ata delle scuole di ogni ordine e grado. Tre ore di incontro che avrà come oggetto il "referendum sulla giustizia del 22 e del 23 marzo 2026: le ragioni del No". L'assemblea sindacale è un diritto contrattuale ma la linea di confine tra tutela sindacale e attività politica è molto sottile. Le assemblee sindacali della scuola possono svolgersi in qualunque orario, anche diverso rispetto a quello di servizio ma si preferisce questa modalità, togliendo però di fatto ore di lezione agli studenti per fare propaganda politica.
Se qui si contestano per lo più ragioni di opportunità, l'Ufficio scolastico regionale della Sicilia ha inviato gli ispettori in una scuola di Acireale, a seguito di una segnalazione arrivata al ministero dell'Istruzione da parte di diversi studenti, circa un presunto caso di propaganda a favore del "No" all'interno delle aule scolastiche. Sono state diverse le testimonianze che hanno portato all'ispezione, tutte concordi nel raccontare che una docente avrebbe distribuito in classe volantini a favore del "No", invitando gli studenti a distribuirli anche fuori dalla scuola e a fare propaganda contro la riforma. Si tratta di una prima ricostruzione in attesa di verifica ufficiale, quindi prima di trarre conclusioni è necessario attendere gli approfondimenti del caso, ma di segnalazioni per iniziative a senso unico ne arrivano numerose, quotidianamente.
Una delle ultime riguarda un liceo bolognese dove, secondo la segnalazione di alcuni genitori, per la giornata di ieri sarebbe stato organizzato un incontro per il "No". Dura la presa di posizione di Marta Evangelisti, capogruppo Fratelli d'Italia in Regione Emilia-Romagna: "Se così fosse, si tratterebbe di una gravissima ingerenza nei confronti degli studenti e delle famiglie. Gli studenti devono essere liberi di informarsi, discutere e confrontarsi, ma senza ingerenze e condizionamenti ideologici".
Un caso è emerso a Firenze, dove è stata segnalata la ricezione di una comunicazione da parte del personale scolastico avente come oggetto "Invio volantini Comitato per il No Referendum Giustizia 22-23 marzo". La mail originaria era stata inviata da Flc Cgil di Firenze. L'Usr Campania, inoltre, si è attivato "su richiesta del Ministro" sulla vicenda dell'evento "formativo" sul referendum con soli relatori a favore del "Sì" ma, per come si è svolto, "non sembrerebbero emergere responsabilità disciplinari a carico dei Dirigenti Scolastici".
La sottosegretaria all'Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha lanciato un monito per entrambi gli schieramenti, richiamando tutti all'ordine: "Anche sui temi referendari può e deve esserci spazio per
momenti di approfondimento e discussione, purché questi si svolgano nel rispetto del pluralismo delle idee e garantendo sempre il confronto tra posizioni diverse, come anche il ministro Valditara ha più volte ricordato".