Condanna il comunismo. Valditara subito "purgato"

Circolare del ministro dell'Istruzione per l'anniversario della caduta del Muro. Furia Anpi e Pd: "Minculpop"

Condanna il comunismo. Valditara subito "purgato"

A ogni azione del governo di centrodestra corrisponde una reazione sempre uguale della sinistra che urla al fascismo. Qualunque occasione è buona e tutti i giorni ce n'è una. L'ultima riguarda le celebrazioni per la caduta del muro di Berlino, il 9 novembre di trentatrè anni fa. Comincia il premier Giorgia Meloni, che sceglie di ricordare la fine del comunismo con un video condiviso dai canali social di Palazzo Chigi, anche se il tic antifascista scatta con una circolare inviata agli studenti dal ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara.

Ma partiamo da Meloni, che istituisce «Il Giorno della Libertà». Il crollo del muro «segna il tramonto del comunismo sovietico e con esso dei regimi totalitari che avevano dominato il '900 europeo e che avevano conculcato quei valori e quei diritti fondamentali che sono diventati patrimonio comune delle democrazie occidentali», spiega il presidente del Consiglio. E ancora Meloni: «La legge con cui si è istituito il 'Giorno della libertà' condanna non soltanto i regimi del passato ma anche il rischio di insorgenza di nuove forme di repressione della libertà». Il premier poi parla del popolo ucraino e della sua «lotta per la libertà». Sembra filare tutto liscio, fino a quando l'Anpi e la sinistra non cominciano di nuovo a bisticciare con la storia.

L'opposizione intravede un'opportunità per creare il caos in una circolare firmata da Valditara, titolare dell'Istruzione e del merito. La colpa del ministro? Aver raccontato l'ovvio agli studenti e cioè che «il comunismo voleva il paradiso in terra, ma ha prodotto solo morte e brutalità». Il poco che basta per rinnovare l'accusa di filo-fascismo. «Il comunismo nasce come una grande utopia ma ha preso forma in regimi tirannici spietati, capaci di raggiungere vette di violenza e brutalità fra le più alte che il genere umano sia riuscito a toccare», scrive Valditara, raffinato professore di diritto romano. Il ministro spiega che il comunismo «ha assunto forme anche profondamente differenti». Ma non è sufficiente per silenziare le sirene anti-fasciste.

Parte l'Anpi. Il presidente dell'Associazione dei partigiani Gianfranco Pagliarulo butta la palla in tribuna: «Nella lettera si rimuove il fatto che il 9 novembre è la giornata mondiale contro il fascismo e l'antisemitismo proclamata dalle Nazioni Unite». Pagliarulo insiste, bolla la lettera come «scorretta», «tendenziosa». Rincula il Pd. «Alla denominazione "merito", da oggi bisogna aggiungere "e della propaganda», twitta Simona Malpezzi, capogruppo dem al Senato. Non può mancare Nicola Fratoianni, deputato dell'alleanza Verdi-Sinistra, che definisce la lettera come «una lezione quanto mai stantia sul comunismo». Arturo Scotto, deputato bersaniano eletto con il Pd, tira in ballo il «Minculpop» di epoca mussoliniana.

Doverosa la replica di Valditara. «Ci sono tante giornate e in ciascuna si celebra un evento di particolare rilievo, il 9 novembre la liberazione dell'Europa dal comunismo». Il ministro reagisce: «Sono figlio di partigiano della Brigata Garibaldi, non accetto lezioni da chi non ha mai rischiato la vita per combattere il nazismo».

Valditara ricorda a Pagliarulo i cortei dell'Anpi con i gruppi di manifestanti inneggianti ai terroristi palestinesi di Hamas: «Mi limito ad osservare solamente che c'è chi è un fiero e sincero amico di Israele e chi è amico di Hamas. Io sono amico dello Stato ebraico». Polemica chiusa, forse.

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