Canta vittoria Afd, il partito sovranista che sostiene la remigrazione e spaventa sia la Germania sia l'Europa del multiculturalismo. Il Bfv, il servizio segreto interno tedesco, non può classificare la formazione come accertata organizzazione estremista tedesca, almeno per il momento. L'agenzia non potrà, quindi, osservare e intercettare i membri di Afd né infiltrare il partito coi propri agenti in maniera aggravata. È quanto stabilito ieri dal Tribunale amministrativo di Colonia, a cui Afd aveva presentato ricorso d'urgenza contro la decisione assunta dal Bfv a maggio scorso. Nella sentenza si evidenzia che, "con sufficiente certezza", in Afd sono in atto "tentativi diretti a contrastare l'ordinamento liberaldemocratico", in particolare col non riconoscere agli immigrati musulmani la dignità umana garantita dall'articolo 1 della Costituzione.
Tuttavia, questi sviluppi non "plasmano il partito in modo tale da poter attestare una fondamentale tendenza generale anticostituzionale". Fino alla conclusione del procedimento principale avviato da Afd presso lo stesso tribunale di Colonia contro la classificazione quale accertata organizzazione estremista di destra da parte del Bfv, il servizio può continuare a spiare il partito, ma soltanto per sospetto estremismo. In vigore dal 2021, tale qualificazione da parte del Bfv è stata confermata a maggio scorso dal Tribunale amministrativo federale e Afd ha reagito con un ricorso alla Corte costituzionale federale, di cui si attende l'esito. Intanto, con la sentenza di Colonia, i sovranisti segnano un punto nella partita contro il servizio segreto, che da anni accusano di asservimento al governo in un'operazione volta a escluderli dalla libera competizione democratica. "Una grande vittoria", ha esultato Alice Weidel, che con Tino Chrupalla è copresidente di Afd.
Per entrambi, il verdetto è "un successo significativo per lo Stato di diritto e la correttezza democratica". La sentenza ha, infatti, chiarito "in modo inequivocabile" che "non sono soddisfatti i requisiti di legge" per classificare Afd quale accertata organizzazione estremista di destra. Come sottolineano Weidel e Chrupalla, "in una democrazia, solo gli elettori decidono chi può partecipare alla competizione politica".
La soddisfazione è evidente, tanto più forte perché la sentenza di Colonia giunge in un momento di grave difficoltà per Afd. Alla sempre più profonda divisione tra una corrente occidentale moderata vicina agli Usa dell'amministrazione Trump e un'altra orientale intransigente su posizioni filorusse, si aggiungono gli scandali di familismo in una formazione che si vuole migliore dei vecchi partiti. "La credibilità ha una crepa", ha avvertito Götz Kubitschek, l'ideologo della Nuova Destra tedesca secondo cui Afd può fallire solo da sé, non a causa del Bfv o del dibattito sulla remigrazione. Nella sua organizzazione giovanile Gd, il partito deve far i conti con diversi militanti tanto radicali da sfiorare il neonazismo.
Mentre perde consensi per queste vicende, cedendo il primato nei sondaggi ai popolari di Cdu e Csu, Afd può ora sperare di recuperarli con la sentenza di Colonia, libera dal pregiudizio di estremismo. Per il momento, almeno.