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Dal Csm ai pubblici ministeri. Smontate le sei fake news diffuse dal fronte del No

Quello che i comitati del No non dicono è che la separazione delle carriere allineerà il nostro Paese a tutte le democrazie occidentali

Dal Csm ai pubblici ministeri. Smontate le sei fake news diffuse dal fronte del No

"Non facciamoci ingannare dalle fake news del No, la riforma costituzionale introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, contrasta il correntismo mediante il sorteggio e con l'Alta Corte disciplinare punirà errori gravi e prevaricazioni ai danni dei cittadini". Quello che i comitati del No non dicono è che la separazione delle carriere allineerà il nostro Paese a tutte le democrazie occidentali "come Francia, Germania, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Regno Unito, Stati Uniti, Paesi nei quali la separazione delle carriere esiste da tempo e la giustizia funziona meglio che da noi". La riforma, ricorda ancora il giurista, serve a perfezionare il modello accusatorio introdotto dal Codice Vassalli del 1989 "e soprattutto a completare la riforma costituzionale, già in parte fatta con la modifica dell'articolo 111 della Costituzione" che nel 1999 ha introdotto il principio del "giusto processo". L'ex membro del Csm Bartolomeo Romano è ordinario di Diritto penale nell'Università di Palermo, a lui chiediamo di smontare le troppe balle propalate sui social e nelle interviste.

1. CON LA RIFORMA I MAGISTRATI NON SARANNO PIÙ LIBERI E INDIPENDENTI

"È falso: la riforma dell'articolo 104 della Costituzione prevede che la magistratura sia composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente ma soprattutto conferma che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere". Dunque, l'effetto è la separazione del giudice dal pm, senza mettere in discussione la loro indipendenza.

2. CON LA RIFORMA I MAGISTRATI SARANNO SOTTOPOSTI AL POTERE POLITICO

Altra falsità, detta da magistrati e giudici che in queste settimane hanno partecipato a eventi politici sul No sponsorizzati dalla sinistra, alla faccia dell'indipendenza. "Non cambia nulla nell'equilibrio dei poteri. Semmai, la riforma libererà tutti i magistrati dal gioco delle correnti, che al Csm decidono sulla loro carriera, limitando la loro autonomia". Perché attraverso il sorteggio, strumento usato già per selezionare i giudici che devono giudicare i ministri e il presidente del Consiglio, chi diventerà componente del Csm "non dovrà più nulla a chi lo ha eletto e, reciprocamente, tutti i magistrati diventeranno uguali, a prescindere dalla loro appartenenza correntizia", assicura Romano. Insomma, si promuoveranno davvero i più bravi.

3. CON IL SORTEGGIO AL CSM ARRIVERANNO DEGLI INCAPACI

Altra falsità che non sta in piedi. "Se un magistrato può infliggere l'ergastolo, sequestrare i patrimoni o togliere i figli ai genitori, sarà certamente in grado di decidere quale suo collega è più adatto a ricoprire un ruolo, no?", si chiede polemicamente Romano. Peraltro, in passato, altri Csm di grande prestigio furono così ostaggio delle correnti da bloccare carriere di magistrati importanti, "basti ricordare che le correnti non consentirono l'elezione di Giovanni Falcone al Csm e poi gli diedero gli incarichi (a Palermo e alla Dna, ndr) che certamente meritava", sottolinea il giurista.

4. LA RIFORMA NON CAMBIERÀ NULLA PER I CITTADINI

È forse la bugia colossale più grossa: "Con la riforma, il pm diviene vera parte processuale, distinta e distante dal giudice. L'avvocato viene posto sullo stesso piano del pm. Il giudice diventa realmente terzo e imparziale. E, nel processo tra parti poste sullo stesso piano, il cittadino sarà più tutelato e saranno meno probabili gli errori giudiziari", è il ragionamento di Romano. Basti pensare ai tanti processi in cui il giudice si è adagiato sulle posizioni del pm e il giudizio è finito stritolato in Cassazione o alla Corte dei Diritti dell'Uomo, che da anni sanziona l'Italia per la continua violazione dei diritti della difesa.

5. LA RIFORMA NON INCIDE SUI TEMPI E SULL'EFFICIENZA DEL PROCESSO

Altra clamoroso falso: con la creazione di due Csm "conterà davvero la professionalità del singolo magistrato - sostiene il docente universitario - che avrà una sola carriera verticale. Un vantaggio per tutti i cittadini, che avranno pm più attenti a fare indagini serie, evitando quelle infondate", dalle quali dipenderà anche la progressione di carriera, e al tempo stesso "giudici più scrupolosi nello scrivere sentenze meditate, nel rispetto dei tempi", sempre per dimostrarsi all'altezza dell'incarico. Anzi, "di fronte ad abusi, errori gravi, prevaricazioni e lentezze, l'Alta Corte distinta dal Csm garantirà una giustizia disciplinare più seria e giusta", è convinto Romano.

6. LA RIFORMA VERRÀ VOTATA DAI BOSS E IMPEDIRÀ LE INDAGINI DI MAFIA

È un ritornello usato troppo spesso da chi fa indagini antimafia di alto livello, che già è stato usato per tutte le altre riforme garantiste di questo esecutivo, come la stretta sulle intercettazioni. Per i reati di mafia non cambia nulla, "la riforma non incide in alcun modo sui poteri del pm, che potrà continuare a fare tutte le indagini che riterrà di fare", conclude Romano. La normativa antimafia e antiterrorismo contiene una serie di prescrizioni e legislazioni stringenti che non vengono minimamente scalfite dalla riforma. L'idea che la lacerazione dei rapporti tra politica e toghe sia un favore ai boss è campata in aria e non ha aderenze con la realtà.

Ad aiutare i boss in questi anni sono state le inchieste con pesca a strascico smontate dalla Cassazione, i processi indiziari che hanno visto dimezzate le condanne e l'abuso di alcuni strumenti come la carcerazione preventiva che sono costate all'Italia un miliardo di euro di risarcimenti per ingiusta detenzione e errore giudiziario. Soldi che mai nessun magistrato ha dovuto sborsare di tasca sua.

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