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Il Csm e le porte girevoli per i giudici

Così il Consiglio è diventato una filiale: posto sempre garantito ai capi dell'Anm

Il Csm e le porte girevoli per i giudici
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Presidenti dell'Associazione nazionale magistrati, segretari, vice segretari, leader di corrente. Questa è la risposta che si trova alla domanda: che utilizzo ha fatto in questi anni l'Anm del sistema per eleggere i membri del Consiglio superiore della magistratura? Chi ha fatto eleggere? Al Csm sono approdati i migliori? O, come sostiene l'ex pm Antonio Sangermano in un'intervista al Giornale, il sindacato delle toghe si è trasformato in ufficio di collocamento per i suoi esponenti di spicco, creando un sistema di porte girevoli in cui le cariche nell'Anm e nelle sue correnti si traducono quasi automaticamente in un posto al Csm, organo di rilevanza costituzionale? L'interrogativo assume spessore in queste settimane in cui l'Anm si batte - in vista del referendum del 22 marzo - contro la riforma che introduce (insieme alla separazione delle carriere tra pm e giudici) il sorteggio dei membri del Csm. Solo l'elezione diretta, dice l'Anm, garantisce che al Csm approdino davvero i migliori, e non dei magistrati qualunque miracolati dal sorteggio. In realtà, basta incrociare gli archivi per scoprire che al Consiglio superiore sono arrivati spesso i notabili delle correnti. Il catalogo completo è così lungo da essere impubblicabile per intero. Alcuni esempi significativi.

Tra i precursori Edmondo Bruti Liberati, fondatore di Magistratura democratica, che nel 1981 appena eletto nel direttivo Anm viene candidato ed eletto al Csm. Elena Paciotti, anche lei di Md, dalla giunta esecutiva Anm diventa nel 1986 membro del Csm, poi torna in Anm come presidente, poi (ma questo è un altro discorso) approda a Strasburgo come eurodeputato Pds. Dopo di lei, nel 1990, vengono eletti al Csm Giovanni Palombarini e Gaetano Santamaria, che fino al giorno prima erano leader delle correnti di Md e di Unicost. Nel 1994 si rivota per il Consiglio superiore, e viene eletto un altro dei numi tutelari di Magistratura democratica, Claudio Castelli, che in quel momento siede nel direttivo Anm. Per anni, la porta girevole ha funzionato anche in un'altra direzione: i capicorrente Anm che venivano designati al Csm, una volta esaurito il mandato ottenevano dal Csm stesso posti di spicco in procure e tribunali, bypassando colleghi che nel frattempo avevano continuato a lavorare normalmente: la prassi divenne così plateale che a un certo punto si dovette darci un taglio. È proseguita invece la prassi di garantire ai capi dell'Anm un quadriennio al Csm, come se un sindacato privato e un organo costituzionale fossero filiali della stessa ditta. Nel 1988 il pm Armando Spataro, fondatore della corrente "Movimento per la giustizia", alleata di Md, candida se stesso al Csm e ovviamente viene eletto, insieme al suo compagno di corrente Gioacchino Natoli, vicepresidente dell'Anm. Nel 2005 Ciro Riviezzo diventa dopo molti sforzi presidente Anm ("ogni volta che pensava di avercela fatta si comprava un vestito, alla fine aveva un guardaroba pieno", raccontava Bruti): l'anno dopo lo eleggono al Csm. Stesso passaggio diretto per uno dei più noti tra i protagonisti del sistema: Piercamillo Davigo, il Dottor Sottile di Mani Pulite, che nel 2016 viene eletto nel direttivo dell'Anm, ne diventa subito presidente, giusto il tempo di dirne qualcuna delle sue ("i politici rubano più di prima", intervista del 22 aprile) e nel 2018 sbarca al Consiglio superiore. Poi Davigo cerca di tenersi la carica anche dopo la pensione, combatte furiosamente, alla fine perde. Ma anche questa è un'altra storia. E tutto va avanti così, prima e dopo gli scandali. Ottengono la potente e super pagata poltrona al Csm capi di tutte le correnti: da Luca Palamara a Valerio Fracassi a AngeloRacanell, da Lucio Aschettino a Giuseppe Cascini, che era segretario dell'Associazione quando Palamara ne era il presidente.

Frugando gli archivi si scopre anche che nel 1986 venne premiato con un posto al Csm il pm napoletano Felice Di Persia, uno di quelli che avevano fatto arrestare Enzo Tortora. Forse col sorteggio non ce l'avrebbe fatta.

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