Donald Trump si presenta davanti al Congresso a Camere riunite per il "discorso sullo stato dell'Unione" in quello che forse è uno dei momenti più decisivi del suo secondo mandato, con l'obiettivo di convincere i milioni di americani collegati in diretta sulle principali reti nazionali che la sua ricetta per il Paese funziona. Il tycoon deve trovare un delicato equilibrio tra la celebrazione del primo travolgente anno dal ritorno alla Casa Bianca e un sostegno convincente del partito repubblicano nelle elezioni di medio termine, e questo viene considerato un compito arduo per qualsiasi presidente.
Alla vigilia, il comandante in capo ha anticipato che sarebbe stato "un discorso lungo, poiché c'è molto di cui parlare". "La nostra economia non è mai stata così forte", sostiene, ed è proprio questo uno, se non il, tema centrale del suo intervento, intitolato "America at 250: Strong, Prosperous and Respected". "Trump celebra i 250 gloriosi anni dell'indipendenza e dell'eccellenza del nostro Paese", dice la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che "in un anno il presidente ha salvato il nostro Paese dall'orlo del disastro e ha giustamente dichiarato che lo stato della nostra unione è forte, prospero e rispettato". Inoltre, l'intenzione è delineare la sua "ambiziosa agenda per restituire l'American Dream alle famiglie che lavorano". Questo, precisa il Wall Street Journal, annunciando nuove misure per ridurre i prezzi e affrontare così il problema del carovita di cui gli americani si lamentano, e allo stesso tempo rivendicando il successo dei tagli alle tasse approvati lo scorso anno. Oltre ad invitare il Congresso ad approvare l'iniziativa sulla sanità presentata nei mesi scorsi, con lo stanziamento di fondi federali direttamente ai consumatori e non più alle assicurazioni. I conservatori a suo parere sono i più adatti a continuare ad affrontare le preoccupazioni dell'opinione pubblica sul costo della vita e Trump sostiene - dice Leavitt - che "con altri tre anni a Pennsylvania Avenue e con i repubblicani a Capitol Hill possiamo finalmente realizzare di nuovo il sogno americano, che avevamo nel suo primo mandato, ma che è andato perduto a causa di Joe Biden e dei democratici negli ultimi quattro anni".
L'appuntamento a Capitol Hill è significativo perché sono presenti i nove saggi della Corte Suprema a pochi giorni dalla bocciatura dei dazi, il che gli fornisce l'occasione non solo per tornare a condannare la sentenza, ma pure per tenere un occhio sul massimo organo giudiziario americano che nei prossimi mesi è chiamato a esprimersi su un altro elemento chiave dell'America First: l'abolizione dello ius soli. Il tutto in un momento in cui The Donald è in calo nei sondaggi. Secondo una proiezione di Cnn solo il 32% dei cittadini Usa ritiene che abbia le giuste priorità, mentre il 61% è convinto che le sue politiche stiano spingendo il Paese nella direzione sbagliata.
Intanto le campionesse olimpiche della nazionale Usa di hockey su ghiaccio imbarazzano il presidente rifiutando l'invito di assistere al discorso dopo che Trump ha detto scherzosamente alla nazionale maschile, anch'essa vincitrice a Milano Cortina, che sarebbe stato messo sotto accusa se non avesse invitato anche la squadra femminile. Sul palco della first lady hanno invece accettato l'invito una ragazza cresciuta in una "famiglia affidataria" e una bambina di dieci anni che a scuola studia l'intelligenza artificiale, due temi distintivi della piattaforma di Melania. Con il clan Trump ci sono poi famiglie di persone uccise da clandestini come simbolo contro l'immigrazione illegale. Alcuni parlamentari democratici, tra cui il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, hanno chiesto invece la presenza di vittime di Jeffrey Epstein e la deputata del Minnesota Ilhan Omar avrà con sé una bengalese-americana disabile aggredita dall'Ice.
Lo speaker repubblicano della Camera Mike Johnson ha riservato un posto in tribuna a esponenti del dissenso in Cina tra cui la famiglia di un medico uiguro detenuto dal 2018 e Claire Lai, la figlia del miliardario pro-democrazia di Hong Kong, Jimmy Lai.