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La difesa di Marotta: "Tifosi tranquilli, Inter mai scorretta"

Il presidente: "Nessuna lista di arbitri sgraditi. Estranei a tutto e lo saremo anche in futuro"

Ansa
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Vista dall'Inter, l'indagine della Procura di Milano è una cosa lontana anche se la riguarda direttamente. "Abbiamo appreso tutto dalla stampa, siamo meravigliati per quanto sta emergendo", dice il presidente Marotta, poco prima che la squadra scenda in campo a Torino. Eppure, vista da fuori, l'Inter sembra esserci tremendamente dentro. L'accusa di concorso in frode sportiva mossa a Rocchi non nasce al bar sport, ma a San Siro, in un ambiente già attenzionato dalla Procura per l'inchiesta sulle curve e sulla speculazione urbanistica legata allo stadio e chissà che non sia per questo motivo che gli inquirenti hanno raccolto le prove per formulare l'accusa all'ora autosospesosi designatore arbitrale, cioè quella di scegliere gli arbitri graditi all'Inter. Sai che scelta, si potrebbe facilmente scherzare, visto l'esito della scorsa stagione. Ma qui non c'è nulla da scherzare.

"Non abbiamo una lista di arbitri graditi o non graditi", replica secco Marotta, che aggiunge: "Visto che l'indagine riguarda la scorsa stagione, è acclarato, perché poi l'hanno riconosciuto gli stessi vertici arbitrali, che nello scorso campionato l'Inter è stata danneggiata, valga per tutto il rigore che non ci è stato concesso nella partita contro la Roma". Il riferimento è al fallo di N'dicka su Bisseck, non fischiato in campo dall'arbitro Fabbri e non sanato dal Var, per un rigore che avrebbe probabilmente evitato la sconfitta all'Inter nella 34esima giornata, in casa contro la Roma. Una sconfitta da scudetto (per il Napoli, però).

Curiosamente ma non troppo, proprio questo episodio è stato citato dall'ex assistente arbitrale Rocca nella lettera di denuncia contro Rocchi e Gervasoni (gli unici indagati finora conosciuti), per accusare Rocchi, che a suo dire intervenne (non potendo) per fare assegnare il rigore all'Udinese contro il Parma (uno dei 3 episodi che compongono a formare il capo d'accusa del pm Ascione), mentre Gervasoni - presente a Lissone - non lo fece per riparare il danno subito dall'Inter.

Sono i giorni dello scudetto, giorni di festa che l'inchiesta rischia di guastare. Ne è consapevole anche Marotta, perciò manda un messaggio ai tifosi. "Devono stare tranquilli e godersi questo momento. L'Inter ha sempre agito correttamente: è estranea a tutto e lo sarà anche in futuro". Oltre, Marotta non si spinge. Inutile fare domande puntuali, come sui ricordi di quella notte di Coppa Italia contro il Milan (2 aprile '25) in cui probabilmente qualche cimice nella pancia di San Siro, o chissà cos'altro ancora, captò quello che oggi è il capo di accusa a Rocchi e che i tifosi temono possa presto diventare un'arma contro l'Inter. "Non trovo collegamenti, sono sorpreso anch'io da quanto si sta dicendo in queste ore, ma lo leggo sulla stampa, non so nulla, lo ripeto. Oltre non voglio addentrarmi", chiude secco.

La partita è appena cominciata anche se è nata un anno fa.

Oggi ci sono le accuse, non all'Inter, che certo non possono poggiare su illazioni e che presto avranno presumibilmente un'identità più chiara. Resta che Rocchi è accusato di concorso in frode sportiva e, come ha detto il suo avvocato, il concorso si fa in compagnia, non da soli. Tutto deve ancora succedere, oppure non succederà nulla.

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