Doppio sì alla Meloni da von der Leyen e Salvini

Ursula oggi a Lampedusa con la premier. Il leghista: "Con Giorgia condivido tutto". La telefonata di Macron

Doppio sì alla Meloni da von der Leyen e Salvini
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Da una parte Emmanuel Macron lancia un segnale di attenzione verso l'Italia e si confronta al telefono con la nostra presidente del Consiglio. Dall'altra Matteo Salvini azzera le polemiche interne e da Pontida dice in maniera chiara: «Con Giorgia ho condiviso e condividerò tutto».

Giorgia Meloni, il giorno dopo il vibrante videomessaggio con cui ha denunciato l'emergenza della crisi migratoria e la necessità di imporre un cambio di rotta con misure «ferme e straordinarie», incassa due sì, tanto sul fronte europeo quanto su quello degli alleati di governo. É chiaro che se l'attestato di solidarietà del leader della Lega appare pieno e convinto, quello del presidente francese dovrà essere verificato e suffragato dai fatti, visti i tanti stop and go francesi e le diverse uscite con cui esponenti del governo di Parigi - ministro dell'Interno in testa - hanno voltato a più riprese le spalle all'Italia, provvedendo sistematicamente a a rafforzare i presidi alle frontiere. Ma in questa fase così drammatica qualche segnale sta arrivando, peraltro alla vigilia del viaggio dal forte significato simbolico di Ursula von der Leyen che oggi si recherà a Lampedusa insieme a Giorgia Meloni.

«La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen - scrive il portavoce della Commissione, Eric Mamer - si recherà a Lampedusa su invito del primo ministro italiano». Una missione in cui sarà accompagnata dalla commissaria agli Affari Interni, Yvan Johansson. La telefonata con Macron, invece, avviene nel tardo pomeriggio di ieri. Un colloquio in cui ci si concentra sull'emergenza immigrazione facendo seguito all'appello lanciato il giorno prima dalla premier italiana alla stessa von der Leyen e al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel. È la prima ministra francese Elisabeth Borne a Bfm Tv a offrire qualche elemento in più. «È giunto il momento della solidarietà con l'Italia ma anche della mobilitazione dell'Ue» commenta Borne. «Quando ci sono persone che lottano per la libertà, persone la cui vita è minacciata nel loro Paese, chiaramente bisogna continuare ad accoglierle», «stiamo adottando misure a livello europeo per proteggere meglio le frontiere esterne dell'Europa, per sostenere anche i Paesi di partenza e di transito».

Se Oltralpe ci si interroga sul da farsi, in Italia Matteo Salvini in patria spazza via le scintille polemiche accese da alcuni esponenti della Lega «Giorgia sta facendo miracoli, di più a livello internazionale credo sia difficile fare. Ma dobbiamo attrezzarci se il governo europeo si è voltato dall'altra parte» dice il ministro delle Infrastrutture da Pontida, a margine dell'iniziativa organizzata dalla Lega giovani alla vigilia del raduno del partito previsto per oggi. Il fatto che Ursula von der Leyen abbia risposto all'invito di Giorgia Meloni di andare a Lampedusa «è un fatto positivo». Dalla visita «so che Giorgia Meloni cercherà di ottenere e otterrà il massimo». Da ministro «ho fatto il mio dovere per bloccare gli sbarchi dei migranti clandestini e questo governo farà quello che è giusto fare, non escludendo ogni intervento possibile per proteggere i figli della nostra terra».

È il valore dell'unità e della condivisione degli onori e degli oneri di governo che Salvini vuole sottolineare. «Con Giorgia Meloni abbiamo condiviso tutto e condivideremo tutto. Il fatto che noi domani saremo qui con Marine Le Pen e che Giorgia sia a presidiare a Lampedusa è il simbolo di un governo che ha lo stesso obiettivo».

E poi l'ultimo affondo, sempre nel segno di un impegno alla coesione: «Ci rimarranno male oggi e domani quei giornalisti che cercheranno di dividere un governo che andrà avanti per tutti i cinque anni che gli italiani ci hanno chiesto».

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