Vola alto Matteo Renzi (a destra nella foto) e sogna di essere lui il regista dell'operazione Campo largo. Il leader di Italia viva è consapevole che in questa fase è il vero playmaker della coalizione di centrosinistra. È riapparso lunedì pomeriggio, tutto felice davanti ai microfoni, come se avesse vinto le elezioni politiche. Ieri si è esercitato con la enews dove ha voluto veicolare un messaggio forte e chiaro ai futuri alleati del Campo largo: "Nelle prossime ore crescerà, e non di poco, l'attenzione verso il mondo di centrosinistra meno legato alla sinistra di Pd, Cinque Stelle e Avs. Italia Viva e Casa Riformista devono essere pronte a lavorare con tutti quelli che vogliono aiutare a costruire un'alternativa a questa destra arrogante ma che non vogliono caratterizzarsi come troppo di sinistra".
Tradotto dal dizionario di Renzi significa una sola cosa: il leader di Italia viva è già al lavoro per una candidatura alternativa a quella di Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il centro del centrosinistra si muove e lavora per ridisegnare gli equilibri di una coalizione, fin qui - a loro avviso - spostata troppo a sinistra e soprattutto a traino della Cgil e della magistratura. Gli attori protagonisti sono diversi: Ernesto Maria Ruffini a capo di Più Uno, Alessandro Onorato promotore di Progetto Civico Italia, Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico. E poi Silvia Salis, la sindaca di Genova, che continua però a dichiarare: "Per me le primarie sono sbagliate". Raccontano che Renzi lavori a questo scenario: Salis candidata alle primarie del centrosinistra. Non a caso in tanti all'interno del mondo renziano non disperano: "Alla fine Silvia cederà e accetterà la sfida. Siamo al tatticismo in purezza". Dalle parti della galassia di Italia viva si sostiene che "la sindaca di Genova sia il profilo migliore per sfidare Giorgia Meloni".
Resta l'incognita Carlo Calenda: cosa farà l'ex gemello diverso di Renzi? Fra i due non corre buon sangue. "Sono due prime donne, e uno sopporta l'altro" confessano in Transatlantico. Dopodiché la politica può regalare sempre un colpo di scena. L'elemento di novità è che alcuni esponenti di Azione starebbero consigliando a Calenda di riavvicinarsi al centrosinistra e di convergere su una proposta riformista che possa dare filo da torcere a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Un cambio di linea che a oggi non viene preso in considerazione dal capo di Azione che preferisce restare in una posizione più terzista, a maggior ragione se dovesse passare il Melonellum.
La nuova legge elettorale depositata nei due rami del Parlamento prevede uno soglia di accesso a Camera e Senato pari al 3%. E da terzo incomodo riuscirebbe a intercettare elettori sia al centrodestra sia al centrosinistra. E se oggi Calenda tiene questa linea, chissà fra qualche mese.