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"Gli elettori hanno scelto la continuità. L'affetto che sentivo è diventato consenso"

Il primo cittadino uscente Luigi Brugnaro: "La gente oggi premia chi fa"

"Gli elettori hanno scelto la continuità. L'affetto che sentivo è diventato consenso"
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"Se giri per le strade di Venezia capisci subito cosa è successo: la gente è contenta. Non sono contenti i politici, gli eletti. È contento il popolo. Secondo lei significa qualcosa?". Parla così Luigi Brugnaro, sindaco uscente di Venezia dopo 11 anni di lavoro duro e dopo aver superato una vera e propria persecuzione giudiziaria. Esulta per la vittoria a valanga di Simone Venturini, che è stato suo assessore e suo delfino (anche se lui dice che non è il suo delfino perché gode di assoluta autonomia e non è allievo di nessuno) che l'altro ieri è stato eletto sindaco rovesciando le previsioni della vigilia che davano il centrodestra per sconfitto.

Brugnaro dice che neanche lui si aspettava una vittoria così netta di Venturini. Credeva che ci sarebbe stata battaglia. Lui sperava in un buon risultato ed era convinto che Venturini alla fine l'avrebbe spuntata, ma non pensava che tutto fosse così facile. Perché era convinto che avrebbe vinto il centrodestra? "Perché i veneziani avevano ottime ragioni per scegliere la continuità. Venezia è stata governata bene in questi anni e Venturini ha svolto un ruolo importante e ha dimostrato di sapere fare le cose. La gente oggi chiede questo alla politica: fate le cose".

Brugnaro è contento per ragioni politiche e anche per ragioni personali. Sì, lui considera questo risultato anche un suo riscatto. In parte previsto in parte no. Dice che il fango che gli è stato gettato addosso è stato tanto, e dice che ha pesato, ha pesato, è costato dolore e senso di ingiustizia. Però lui sapeva che il popolo di Venezia era in grado di giudicare. "Tantissima gente in questi mesi usciva dal negozio, quando passavo io, e veniva a stringermi la mano. Però io non credevo che questo grande affetto che sentivo intorno a me si sarebbe tramutato in un consenso politico così forte. Non mi aspettavo una maggioranza silenziosa tanto larga".

La gente ha capito benissimo - dice Brugnaro - cosa è successo a Venezia in questi anni. Ha capito che l'assalto giudiziario contro di me era ingiusto, che era ingiusto il processo mediatico, e che erano invece molto importanti le cose che io e la giunta stavamo realizzando. Poi c'erano quelli che mi attaccavano perché dicevano che mi comportavo da padrone. "Cosa rispondo a questi? Certo che ho amministrato comandando, ma se non comandi, se non decidi, se non ti prendi responsabilità non combini niente. Le nostre città hanno bisogno di essere governate, hanno bisogno di misurarsi con la competizione internazionale, non puoi farlo se non hai la capacità di decidere, di scegliere, e anche di comandare".

Già, la competizione internazionale. È questo il messaggio che Venezia lancia al paese? Brugnaro dice di sì. È per questo che i veneziani hanno votato Venturini e non Martella.

Perché, gli chiedo, Martella non aveva caratteristiche adatte a fare il sindaco? "Martella è una bravissima persona - mi risponde - ed ha anche grandi doti politiche. Però il suo schieramento, cioè il campo largo, era indeciso, non aveva programmi: non puoi vincere una battaglia elettorale se non sai bene dove portare la città. La differenza tra i due schieramenti era chiarissima: il centrodestra di Venturini aveva programmi netti e visibili e li dichiarava. Il centrosinistra di Martella non ne aveva. Diceva: Ascolteremo gli elettori, consulteremo.. Capisce che non si può fare così in politica. Sarebbe come se uno che guida un autobus dicesse ai passeggeri: beh, ora vediamo dove andare, forse a Roma, forse a Milano, forse a Genova". Tuttavia Brugnaro è molto rispettoso dei suoi avversari. Alcuni di loro sono persone ottime e anche con buone capacità politiche. Poi, certo, ci sono quelli che la mattina si svegliano odiando e la sera vanno a dormire odiando ancora di più. Sono convinti che la politica sia solo odio. Ma non sono tutti così".

Chiedo a Brugnaro: come sarà il nuovo sindaco? "Sarà un grande sindaco. Ha doti eccezionali sia di politico sia di amministratore.

Venezia è una città straordinaria e ha bisogno di un sindaco straordinario come lui. E sa chi sarà ora a giudicarci? I bambini. È di loro che dobbiamo occuparci. Dobbiamo rendere Venezia una città nella quale a loro piacerà vivere".

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