Leggi il settimanale

Elly, primarie su misura. Ma Iv spinge la terna Gabrielli-Sala-Manfredi

Dibattito sulle figure esterne ai partiti. Ed è rissa fra Pd e Bignami sugli inchini ai mafiosi in carcere

Elly, primarie su misura. Ma Iv spinge la terna Gabrielli-Sala-Manfredi
00:00 00:00

Giorgia Meloni e la destra hanno "la schiena dritta". Ieri, seconda giornata post-referendaria in Aula, il capogruppo di Fdi alla Camera si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Galeazzo Bignami ha ricordato la militanza nel Fuan, la stessa sigla dell'impegno universitario di Paolo Borsellino, e poi si è rivolto al centrosinistra. "Non accettiamo lezioni da chi fa il fiancheggiatore di chi prende a martellate i poliziotti o da chi ha candidato chi magari veniva indagato e condannato per tanti reati. E non accettiamo lezioni da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito - ha attaccato ancora Bignami -. Ce lo dite o no che cosa andavate a fare lì? Prendevate indicazioni? Facevate due chiacchiere?". Poi, forse, la stoccata che fa più male a Elly Schlein e compagni: "Che fine ha fatto la sinistra di Pio La Torre, di Peppino Impastato? Eccola quella che è diventata la sinistra in Italia". Il "campo largo" reagisce subito in Aula e poi prova a esternalizzare la bufera: "Parole offensive verso le istituzioni democratiche", dichiara il deputato dem Silvio Lai. Ma la polemica è montata.

Per l'opposizione, queste sono giornate dedicate alle regole d'ingaggio. L'appuntamento naturale (ma non scontato) sono le primarie per il candidato premier. Ieri Elly Schlein ha provato a blindarsi. Il leader sarà "chi prende più voti". E fin qui, tutta la sinistra converge. Il problema sorge in relazione alle linee guida. Sì, perché la segretaria dem vuole tenere le primarie nel perimetro della "coalizione" formata da "Pd, 5Stelle, Avs, +Europa e Italia viva". Il suo "no" ai federatori è diretto alle figure non organiche ai partiti. La Schlein ha ribadito la sua posizione alla stampa estera. Il sindaco di Genova Silvia Salis si è già smarcata: non parteciperà alle primarie perché le ritiene uno strumento inadatto. Se il primo cittadino attende che sia il centrosinistra a chiederle in ginocchio di candidarsi, questo non avverrà. Il prodiano Ernesto Maria Ruffini, invece, si è detto disponibile. Ma con i confini imposti da Schlein sarebbe fuori. E comunque il nome di Ruffini non scalda la platea centrista. La segretaria del Pd e Giuseppe Conte sanno che, con buona probabilità, la vittoria sarebbe destinata a uno dei due. "Elly" ha qualche incognita in più: la possibilità di una candidatura riformista e il fatto che Giuseppe Conte possa trovare degli sponsor al Nazareno. Che Goffredo Bettini e Dario Franceschini preferiscano Conte a Schlein, per esempio, è un fatto noto. E infatti l'ex premier ha accelerato subito dopo l'esito del referendum. Avs deve scegliere se candidare Angelo Bonelli o Nicola Fratoianni ma potrebbe anche optare per Elisabetta Piccolotti. Matteo Renzi, con Italia viva, vuole ritagliarsi il ruolo di king maker. Da Iv, fuori dai microfoni, spiegano come si possa scegliere tra almeno tre ipotesi: l'ex capo della Polizia Franco Gabrielli, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il sindaco di Milano Beppe Sala.

La costruzione del centrosinistra, per l'ex presidente del Consiglio, resta la priorità. Dalle parti d'Iv sono convinti che la Meloni abbia "perso il tocco magico". E per ora i renziani hanno lanciato le Primarie delle Idee.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica