"Fdi è destra sociale, invece il Pd...". Così Cacciari smonta Letta

I dem rilanciano l’immarcescibile pericolo fascismo, l’ex sindaco di Venezia è categorico: “Non esiste la più remota possibilità di un'involuzione di quel genere”

"Fdi è destra sociale, invece il Pd...". Così Cacciari smonta Letta

La campagna elettorale è iniziata e non poteva mancare il tormentone del pericolo fascismo. Il Partito Democratico, infatti, ha già lanciato l’allarme di una destra pericolosa, con l’obiettivo di racimolare qualche voto in più. In particolare, nel mirino di Enrico Letta & co. è finita Giorgia Meloni, leader di Fdi. Sul punto, Massimo Cacciari è tranchant: non esiste la più remota possibilità di un'involuzione di quel genere.

Interpellato da La Verità, l’ex sindaco di Venezia ha smontato le tesi del segretario dem: “Quella di Fratelli d'Italia è una destra sociale, un'identità storica della destra che l'Europa ha conosciuto spesso, e che si muove in territori dove la sinistra ha smobilitato completamente: i quartieri popolari, le periferie, i ceti a basso reddito”. Dossier che Pd e alleati vari hanno lasciato da parte, tornati centrali nell’agenda meloniana: sanità, lavoro e scuole.

Una posizione netta, categorica, che non lascia spazio a interpretazioni. Dello stesso tono, dicevamo, il parere sul presunto pericolo fascista: “Spero che non si giochi la campagna elettorale sul rischio fascismo perché in quel caso scadremmo davvero nel ridicolo”. Il filosofo ha posto l’accento su un altro tema, ovvero lo svuotamento dei parlamenti e l’accentuazione del potere esecutivo: “Ed è una tendenza destinata ad aggravarsi se non si scrivono regole precise e riforme in senso presidenziale. Ma il fascismo non c'entra niente”. Nessuna ondata nera all’orizzonte, dunque, nonostante l’agitazione della sinistra.

Soffermandosi sui programmi dei vari partiti in vista del voto del 25 settembre, Cacciari ha rimarcato che l’agenda di Draghi è semplicemente l’agenda di tutti, almeno per quanto concerne le sue pagine fondamentali. “L’agenda è quella, non ce ne sono mica altre”, ha evidenziato: “Pensate forse che un governo di centrodestra non avrà più rapporti con l’Europa sul Pnrr? Ma figuriamoci. Quelli sono dei ‘must’ che resteranno intoccabili”.

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