"Giusta la bocciatura alle elementari". Il governo non vuole il divieto

Il ministro Valeria Fedeli toglie il divieto di bocciatura per gli alunni delle elementari, originariamente inserito nel testo sulla Buona Scuola

"Giusta la bocciatura alle elementari". Il governo non vuole il divieto

È giusto bocciare alla scuola elementare? Il tema è stato affrontato nel consiglio dei ministri di ieri quando si è discusso sulle deleghe della Buona scuola presentate dal ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Il Guardasigilli Andrea Orlando, secondo quanto riporta l’Ansa, avrebbe insistito per mantenere il divieto, inserito originariamente nella prima stesura della delega, di bocciatura degli alunni alle elementari. La ministra Fedeli, però, ha stabilito che la bocciatura restasse ma che “l’alunno possa essere non ammesso solo in casi eccezionali e comprovati”. Per Wilma De Pieri, preside dell’Istituto comprensivo Armando Diaz di Meda (Monza), sentita dal Corriere della Sera, questo è un falso problema. “Da anni la bocciatura alla scuola primaria è un caso più unico che raro e, se prevista, è concordata con la famiglia, proprio nell’interesse del minore”, dice la preside.

In effetti, ormai quasi tutti gli alunni delle elementari sono ammessi alla classe successiva anche se non sempre lo meritino. Ma “bocciare un bambino quasi mai porta a qualcosa di buono, anzi, spesso sfocia in comportamenti da bullo verso i più piccoli”, spiega l’insegnante. Persino l’Ocse definisce la bocciatura “dannosa” perché “chi deve ripetere di solito non recupera” e ha “un costo elevato per il Paese”. Secondo la preside De Pieri “è la valutazione il vero nodo: alle elementari c’è un appiattimento generale con bimbi inchiodati su 9 e 10, con lo choc dopo i primi 6 delle medie” ma “la scuola deve premiare il merito, altrimenti il motto diventa “l’importante è partecipare”.

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