Il caso della Flotilla sta assumendo dimensioni sempre maggiori, soprattutto dopo la richiesta da parte della polizia israeliana di una proroga di altri 6 giorni per la detenzione dei due attivisti Thiago Avila (foto) e Saif Abukeshek, arrestati e portati in Israele dopo il fermo in mare in quanto considerati i leader della Flotilla e accusati di appartenere a un'organizzazione terroristica e di aver commesso un'altra serie di reati.
Per questo si sono mobilitati diversi centri sociali, in testa il Lambretta di Milano e La Strada di Roma. Quest'ultimo ha organizzato ieri pomeriggio un evento "per costruire insieme la mobilitazione da terra, per non lasciare sola la Palestina, per tenere tutti gli occhi sulla Flotilla, per la liberazione immediata di Thiago e Sayf e di tutti i prigionieri palestinesi per prepararci alla mobilitazione globale. Pronti a bloccare tutto" il 15 e 16 maggio. Evento a cui hanno aderito l'Usb, i No Kings, Cambiare Rotta e sigle affini. Nessuno si pone il tema dei legami di Avila, che ha partecipato al funerale dell'ex leader di Hezbollah, testimoniato da un lungo video che lui stesso aveva girato. E non lo fa nemmeno la politica italiana: la leader del Partito democratico Elly Schlein, infatti, continua a definirla "una missione umanitaria organizzata da civili che non vogliono arrendersi al fatto che nonostante una tregua a Gaza si continui a morire, le occupazioni illegali nella Giordania vanno avanti. Questa è la situazione. Io chiedo la liberazione immediata di Thiago e Saif".
Nemmeno un accenno ai balli in nome dell'intifada globalizzata delle ragazze che facevano il triangolo di Hamas, ai preservativi rinvenuti a bordo, o al fatto che esistono canali istituzionali per consegnare gli aiuti alimentari che poi la stessa Hamas non fa pervenire alla sua popolazione. La Flotilla, intanto, che vive un momento di massima popolarità, rilancia un appello "per la costruzione di uno sciopero generale unitario contro la guerra, il riarmo, e in solidarietà al popolo palestinese" invitando a firmare una petizione e chiamando tutti a raccolta per "una mobilitazione collettiva che esiga dai governi italiano ed europei il rispetto del diritto internazionale. Chiediamo all'intera compagine sindacale di intraprendere un dialogo intersindacale e di convocare uno sciopero generale unitario, per la Palestina, per la liberazione di Saif e Thiago e di tutti i prigionieri politici palestinesi, assecondando la richiesta di mobilitazione urgente a livello internazionale".
A unirsi al coro anche l'eurodeputata di Alleanza Verdi-Sinistra Benedetta Scuderi dal presidio organizzato da una delegazione di europarlamentari che chiedono, appunto, il rilascio immediato di Thiago
Avila e Saif Abukeshek. Dimenticano, però, che l'Italia può fare ben poco, trattandosi di un cittadino brasiliano e di uno spagnolo. Quindi un consiglio: invece di citare Giorgia Meloni in modo strumentale, citofonare Pedro Sanchez.