"Fomenta odio. I veri fascisti...". Pure Jebreal attacca Meloni

Con l'avvicinarsi del voto, l'accusa di fascismo torna in auge. Rula Jebreal contro Giorgia Meloni sui social: "Il suo programma politico è persecutorio e oscurantista"

"Fomenta odio. I veri fascisti...". Pure Jebreal attacca Meloni

La puntualità è stata da orologio svizzero. Allo scattare della campagna elettorale, il presunto allarme fascismo in Italia è tornato di colpo in auge. In assenza di altri argomenti validi per contestare l'avversario, il tema è stato riportato all'attenzione da opinionisti, editorialisti e politici di sinistra: nel mirino degli attacchi è finita innanzitutto Giorgia Meloni. Nelle ultime ore, dopo la contestazione della cantante Elodie, la leader di Fratelli d'Italia è stata criticata anche da Rula Jebreal, la quale ha apertamente chiamato in causa l'esponente di partito proprio in merito al fascismo.

La giornalista palestinese, in un tweet avvelenato, si è scagliata in particolare contro quanti sostengono (a ragione) che la leader di Fdi non sia fascista. Se non altro per inconfutabili motivi anagrafici, visto che l'ex ministra della Gioventù è nata nel 1977. "I negazionisti che difendono la Meloni sostenendo che 'non è fascista', ignorano il suo programma politico persecutorio & oscurantista, che fomenta odio e violenza", ha sentenziato Rula, allegando una serie di tweet nei quali si menzionavano alcune idee programmatiche del partito meloniano.

Difesa dell'identità nazionale, contrarietà alla teoria gender, controllo delle frontiere, no al reddito di cittadinanza: misure che secondo la Jebreal costituirebbero un vero pericolo. Peraltro, incappando nello stesso errore della cantante Elodie, la giornalista non si è accorta che quell'elenco d'intenti era stato redatto nel 2018. Ma nel tritacarne dei social, dove tutto vale, anche un vecchio programma elettorale può essere utile a polemizzare con sei anni di ritardo. Poi, nel medesimo tweet, l'ulteriore accusa alla Meloni: "I veri fascisti la considerano una di loro, l'erede di Almirante, il leader che poterà al governo i loro ideali".

Parole destinate probabilmente ad avere strascichi. O forse no. Del resto, con l'avvio della campagna elettorale è partita anche un'ondata di delegittimazione contro il centrodestra rispetto alla quale non si registrano - che strano - appelli alla moderazione e al confronto. Gli attacchi a senso unico in questo caso non destano indignazione, le accuse gratuite di fascismo nemmeno.

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