Dai treni arrivati in Centrale a Milano scendono ministri, parlamentari e militanti di Forza Italia. E la mente ritorna subito al 2009, quando l'allora premier Silvio Berlusconi salì a bordo del Frecciarossa per inaugurare l'alta velocità, definendosi "presidente ferroviere" con tanto di berretto. Il partito si mobilita per spingere il Sì al referendum sulla giustizia. E lo fa colorando di azzurro i luoghi più affollati, le stazioni, per un viaggio che si concluderà con il voto del 22 e del 23 marzo. Ieri, sui treni da Torino, Venezia a Bologna diretti a Milano, c'erano dei vagoni speciali, pieni di esponenti e simpatizzanti azzurri. Altri convogli partiranno oggi da Firenze e Napoli con direzione Roma. Un'iniziativa, ribattezzata "Una freccia per il Sì", che il partito ha scelto di raccontare anche con una grande mobilitazione sui social network, con il coordinamento di tutte le varie pagine Instagram e Facebook. Gli azzurri hanno inondato il web, condividendo centinaia di contenuti - alcuni ironici, altri più tecnici - girati direttamente in stazione o a bordo dei treni, dove c'erano molti giovani pronti a spiegare le ragioni del Sì anche ai propri coetanei. Ogni voto è importante, anche quello delle nuove generazioni, e quindi va utilizzato qualunque strumento. Lo sa bene anche il segretario azzurro Antonio Tajani, che in una lettera ha esortato gli iscritti a Forza Italia a spiegare le ragioni del Sì "in tutti gli ambienti che avete occasione di frequentare". "Gli elettori le decisioni le prendono l'ultima settimana. Quindi in questi giorni dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi" ha osservato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, ironizzando sulle uscite del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri: "In questi giorni ho pensato a quale potesse essere il messaggio sintetico più efficace per convincere gli elettori - ha spiegato -. E credo che sia opportuno tenerci buono Gratteri, perché è il miglior spot per il Sì. Il compito dei magistrati non è andare in tv e nemmeno minacciare i giornalisti". Fanno discutere anche le affermazioni del presidente del comitato per il No Enrico Grosso, che ha parlato di una riforma che "mette in pericolo la vita individuale e collettiva di tutti i cittadini". "Grosso - ha replicato il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri - ha bisogno di comprensione, è in un momento di difficoltà palese. Non sanno più che dire e devono inventare bugie stratosferiche". La battaglia, per "una giustizia davvero giusta", per usare le parole del capogruppo alla Camera Paolo Barelli, va avanti.
E gli azzurri la conducono nel nome di Berlusconi: "Riformare la giustizia - ha ricordato il ministro all'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin - era un obiettivo che si era dato con la fondazione di Forza Italia". Oggi le Frecce per il Sì arrivano a Roma Tiburtina, dove ci sarà il ministro Tajani per la conferenza stampa di chiusura dell'evento, a cui parteciperà anche il direttore del Giornale, Tommaso Cerno.