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Furia Israele su Iran e Libano. Razzi sul voto per l'ayatollah

Blitz di terra dell'Idf contro Hezbollah. Colpita l'assemblea di saggi che stava votando per il successore di Khamenei: giallo sulle vittime

Furia Israele su Iran e Libano. Razzi sul voto per l'ayatollah
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Ci sono bombe e bombe, delle migliaia che nei quattro giorni di guerra hanno colpito l'Iran. Alcune sono più bombe delle altre e colpiscono il cuore del potere degli ayatollah. Come quelle che ieri pomeriggio Israele e Stati Uniti hanno sganciato sull'edificio che ospitava l'ufficio dell'Assemblea degli esperti a Qom, a 150 chilometri da Teheran. Una riunione convocata per discutere della successione ad Ali Khamenei come Guida Suprema del Paese, scelta resa difficile dall'eliminazione di molti candidati, compresi molti di quelli individuati dalla Casa Bianca, come ammesso con un filo di ingenuità dallo stesso Donald Trump. A Qom si conterebbero morti e feriti, anche se secondo le agenzie di stampa iraniane l'edificio sarebbe stato evacuato prima di essere raso al suolo. Ma, come si sa, quando c'è di mezzo il regime iraniano due mezze verità non ne fanno una intera.

Il quarto giorno di martellamento si è svolto più o meno come i precedenti. Sirene, esplosioni, colonne di fumo a stagliarsi nel cielo azzurro di Teheran e delle altre città. Si ingrossano solo i numeri: ieri la Mezzaluna Rossa iraniana conteggiava oltre "1000 attacchi lanciati contro il Paese in 153 città e più di 500 località" e "787 morti". L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito "il complesso segreto di Minzadehei nei pressi di Teheran, in cui un gruppo di scizniati operava segretamente per sviluppare una componente chiave del sistema di armi nucleari". Ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che l'Iran stava costruendo nuovi siti per armi nucleari in "bunker sotterranei che avrebbero reso immuni i loro programmi di missili balistici e di bombe atomiche nel giro di pochi mesi", ciò che avrebbe accelerato i tempi dell'attacco. Rafael Grossi, capo dell'Aiea, l'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, ha però specificato che gli ispettori non hanno trovato "elementi di un programma sistematico e strutturato per la fabbricazione di armi nucleari" in Iran, anche se è dimostrato che Teheran abbia arricchito l'uranio fino al 60 per cento di purezza, un livello che "solo i Paesi dotati di armi nucleari possiedono".

Gli attacchi di Israele e Stati Uniti hanno colpito anche "una cellula di agenti del sistema di difesa aerea del regime terroristico" che "tentava di azionare sistemi contro l'Idf" e di avere eliminato il comandante in carica del corpo d'armata libanese della Forza Quds iraniana in un attacco a Teheran.

Il responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Türk, ha chiesto intanto un'"indagine rapida, imparziale e approfondita" sull'attacco alla scuola femminile di Minab nel primo giorno dell'offensiva, che ha provocato oltre 160 vittime, per lo più studentesse. "Gli attacchi diretti contro civili o beni civili costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e possono essere qualificati come crimini di guerra".

Israele ha proseguito anche la sua offensiva in Libano, mirata a neutralizzare definitivamente Hezbollah nel momento di massima debolezza dell'Iran che finanzia la milizia. Dopo gli attacchi aerei di lunedì, ieri l'Idf è entrato nel Paese dei cedri via terra conquistando diversi punti nelle vicinanze del confine con Israele per "impedire la possibilità di attacchi diretti contro le comunità israeliane" e non per compiere manovre via terra, come precisato dal ministro israeliano della Difesa Israel Katz. L'Unifil ha chiesto al suo personale non essenziale di evacuare le sue posizioni nel Libano meridionale mentre si calcolano almeno 50mila sfollati nel sud del Libano e 10mila profughi siriani rientrati nel loro Paese di origine. Secondo l'unità di crisi del governo di Beirut ci sono 40 morti e 214 feriti nei raid israeliani.

In azione anche i britannici, che hanno blindato la base militare della Raf di Akrotiri, presa di mira dagli iraniani, inviando nella

regione "elicotteri con capacità anti-drone" e la nave militare Dragon della Royal Navy. La Raf ha ieri provveduto ad abbattere droni nei cieli della Giordania e dell'Iraq. La guerra è sempre più vasta e sempre più vicina.

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