FdI frena su referendum: "Sosterremo solo 2 sulla giustizia"

FdI sosterrà i quesiti sulla riforma del Csm e sulla separazione delle funzioni: "Quello sulla custodia cautelare mette a rischio la sicurezza. Abolizione legge Severino? No, troppa discrezionalità ai giudici"

FdI frena su referendum: "Sosterremo solo 2 sulla giustizia"

Da parte di Fratelli d'Italia arriva l'ok solo a 2 dei 4 referendum sulla giustizia ammessi dalla Corte Costituzionale. La Consulta ha dato il via libera ai quesiti relativi all'abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità, alla limitazione delle misure cautelari, alla separazione delle funzioni dei magistrati e all'eliminazione delle liste di presentatori per l'elezione dei togati del Consiglio superiore della magistratura. Nel tardo pomeriggio la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il quesito sul voto degli avvocati nei consigli giudiziari sulle valutazione dei magistrati, mentre ha bocciato il quesito sulla responsabilità civile diretta dei magistrati.

I referendum sulla giustizia

Il partito di Giorgia Meloni appoggerà solamente i referendum sulla riforma del Csm "per iniziare ad affrontare gli scandali correntizi rilevati negli ultimi giorni" e quello sulla separazione delle funzioni "per arrivare al vero equo processo richiamato dalla Costituzione". A comunicarlo è stato Andrea Delmastro, che ha spiegato invece il parere contrario al quesito sulla custodia cautelare: "Mette a rischio la sicurezza". Il deputato di FdI ha aggiunto che se la legge Severino venisse abolita si lascerebbe "troppa discrezionalità ai giudici, sarebbero loro a decidere caso per caso".

Fin dalla raccolta firme a luglio Fratelli d'Italia decise di sostenere parte dei referendum promossi da Lega e Radicali, mostrando dubbi sui limiti agli abusi della custodia cautelare e sull'abolizione della legge Severino (gli stessi giudicati oggi ammissibili dalla Consulta). Comunque FdI farà una riflessione generale: nella giornata di venerdì è prevista la Direzione del partito e all'ordine del giorno potrebbe esserci proprio il tema dei referendum sulla giustizia.

Eutanasia e cannabis

Nella giornata di ieri la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito referendario sull'omicidio del consenziente poiché "non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana". Giorgia Meloni ha accolto con gioia la bocciatura della Consulta, giudicando "sacrosanta" la decisione poiché il quesito "avrebbe scardinato il nostro ordinamento giuridico, da sempre orientato alla difesa della vita umana e alla tutela dei più fragili e deboli".

Inoltre Fratelli d'Italia si era schierato contro il referendum sulla legalizzazione della cannabis, bocciato dalla Corte Costituzionale: "Ormai si confrontano due idee di società e di cultura. C'è la cultura dello sballo che vuol far diventare normale quello che normale non è. Questa cultura vuole dare la mariijuana come un ricostituente per i giovani. Così si abbassa la soglia di resistenza nei confronti del salto a droghe superiori, anche se ha sempre meno senso parlare di differenza tra droghe pesanti e leggere".

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