Non è stata una bella giornata per Catello Maresca, 54 anni, consigliere alla Corte d'Appello di Campobasso, una lunga carriera in magistratura, per anni impegnato nella lotta alla camorra nella Dda di Napoli. Ieri sui social si sono fatti sentire i camorristi di Casal di Principe. Tre o quattro post che sembrano proiettili: "Casal di Principe te viene a pija". "Maré, i casalesi non sono finiti". E poi quello più definitivo: "Sei morto".
Dottor Maresca, eppure il Procuratore Gratteri diceva che la camorra vota sì
"Sono rimasto sorpreso. Una caduta di stile da parte di un collega valoroso. Pensavo addirittura che fosse una fake news. Oltretutto ricordo che qualche anno fa lui era a favore del sorteggio".
Cosa le dicono questi messaggi contro di lei e queste minacce?
"Che il clima è pessimo. Bruciano in piazza le immagini di ministri e premier. Purtroppo questo clima è frutto dell'esasperazione che si è creata per colpa di chi non ha argomenti di merito. E combatte una battaglia esclusivamente corporativa".
Lei voterà Sì con convinzione?
"Sì, perché ho letto con attenzione le norme e ho studiato anche le origini di questa riforma che risalgono addirittura alla Costituente e riguardano la macchina della giustizia ma anche l'equilibrio tra i poteri. Ma soprattutto voto Si per l'esperienza di chi ha vissuto come me 27 anni in magistratura".
Cosa le ha insegnato questa esperienza?
"Ho compreso certe dinamiche, ho visto la deriva correntizia che ha creato delle alterazioni nel modo di essere e nella cultura dei magistrati. Io credo che sia arrivato il momento di cambiare questo sistema malato".
Lei di che corrente è?
"Non sono di nessuna corrente. Quando sono entrato in magistratura, da giovane, mi avvicinarono dei colleghi per chiedermi a quale corrente volevo aderire. Io rimasi sorpreso perché per me la magistratura e la giustizia non devono avere implicazioni ideologiche".
Respinse le richieste?
"Sì. Poi ho fatto l'uditorato, che è il periodo di avvio della professione, e di nuovo venivano da me a propormi le loro correnti".
Che le dicevano?
"Mi dicevano: che ti costa? Ti conviene, ti può sempre servire".
Il fronte del No sostiene che la riforma costringa il magistrato a obbedire alla politica.
"Non è vero. Non la vedo da nessuna parte questa norma. Assolutamente no. Anzi: si spezza quel legame tra alcune frange di magistrati e certa politica che ha partorito la deriva del correntismo. Questa riforma mira a porre fine al rapporto malato tra politica e magistratura".
Molti dicono: votiamo No per fare cadere Meloni
"A me invece cadono le braccia. Un ragionamento serio e complesso sulla giustizia e sull'equilibrio dei poteri cancellato per parlare di cose che col referendum non c'entrano niente".
Per il cittadino questa riforma che beneficio può portare?
"Quello di avere finalmente un giudice davvero terzo. Dopo il caso Palamara abbiamo tutti perso fiducia nella magistratura. Con la riforma la fiducia può tornare. Un cittadino che non ha fiducia nello Stato diventa aggressivo".
Del sorteggio cosa pensa?
"Cancella la forza delle correnti".
Che paese sarà se vince il Si?
"Un Paese più civile e democratico nel quale i tre poteri tornano sullo stesso piano. Il rischio dell'autocrazia della magistratura verrebbe spazzato via".
È giusto che un magistrato se sbaglia paghi?
"Sì. E lo dico anche a mio discapito".