Poteva essere l'arma finale nella propaganda per il No al referendum, la svolta che annunciava la discesa in campo contro la riforma della giustizia, accanto ad attori e cabarettisti, anche del cantante numero 1 in Italia in questi giorni: Sal Da Vinci, il vincitore del Festival di Sanremo 2026. L'endorsment del neomelodico napoletano per il No è stato autorevolmente annunciato in diretta tv. Peccato che non fosse vero. Sal Da Vinci smentisce a botta calda: "È una fake news".
A rendere tutto più imbarazzante per l'Associazione nazionale magistrati è che la "bufala" su Sal Da Vinci viene da un magistrato assai in vista e purtroppo recidivo: Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica a Napoli, che dopo avere in passato propugnato alcune delle misure contenute nella riforma (come il sorteggio dei membri del Csm) adesso è un suo fiero oppositore, ed è il principale volto mediatico della campagna per il No. In questa veste Gratteri era già incappato in un infortunio simile quando si era inventato una intervista di Giovanni Falcone contro la separazione delle carriere in realtà mai esistita: quando gli è stato fatto presente se l'è cavata dicendo di avere letto dell'intervista sul Fatto quotidiano, "e mi sono fidato". Ma l'inciampo non lo ha indotto a verificare meglio le fonti.
Così sabato sera va in televisione, ospite su La7 del programma di Massimo Gramellini, In altre parole. Difende le ragioni del No, spiega che se passa la riforma - chissà perché, e chissà se è una minaccia o una promessa - "noi magistrati forse lavoreremo di meno". Poi, visto che Gratteri ha appena dichiarato di essere "un esperto di musica", il conduttore gli domanda: "Da procuratore di Napoli è contento che Sal Da Vinci abbia vinto il Festival?". "Creda, io non ho visto Sanremo". Gramellini: "Sa perché glielo chiedo? Perché il titolo è Per sempre Sì". Gratteri: "Ma lui ha detto che voterà no". Gramellini: "Allora siamo a posto".
E invece non siamo a posto per niente. Non lo siamo perché lo stesso Gratteri già scivolò sull'insulto: "voteranno Sì indagati, imputati e massoneria deviata". Non siamo a posto perché la notizia della discesa in campo del trionfatore di Sanremo dilaga immediatamente. Così quando a una conferenza stampa un cronista chiede a Sal Da Vinci "gira un meme per cui voterebbe No al referendum, voglio chiedere se è una fake news" il cantante va giù piatto: "Non ho mai dichiarato tutto questo perché penso che naturalmente fino all'ultimo momento uno può decidere di fare e di dire quello che vuole... Non mi sono mai esposto da questo punto di vista quindi è una fake news, non ho mai parlato di questo".
E allora? Stavolta Gratteri non può dare la colpa al Fatto quotidiano. La fonte del procuratore, secondo il comunicato di ieri del Comitato per il Sì, potrebbe essere stata una pagina Facebook dal titolo "Socialisti gaudenti", un sito satirico che nei giorni scorsi ha dato (in modo palesemente ironico) per arruolati nei fautori del No anche il motociclista Valentino Rossi, l'ex capitano della Roma Francesco Totti, la cantante Elettra Lamborghini. Il 27 febbraio, "Socialisti gaudenti" annuncia che anche Sal Da Vinci voterà contro la riforma della Giustizia. Gratteri, o qualcuno intorno a lui, però la prende per buona. E il Procuratore la "spara" in tv.
Commenta il Comitato per il Sì: "Centinaia di migliaia di italiani sono stati disinformati da Gratteri. Questa è un'opera di disinformazione portata avanti senza scrupolo e senza alcun rispetto per gli elettori. Gratteri chieda scusa a Sal Da Vinci e agli italiani".