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"Hezbollah è vivo. E potrebbe colpire anche in Europa"

L'analista Emanuele Ottolenghi: "Lupi solitari? Usano cellule dormienti"

"Hezbollah è vivo. E potrebbe colpire anche in Europa"
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"Il rischio di attentanti di matrice iraniana c'è in Europa, ma non bisogna confondere questo con la possibilità dei lupi solitari, è meno nel loro stile. Hezbollah tende a essere più paziente e organizzata e paziente". A dirlo è Emanuele Ottolenghi, Senior Researcher Fellow del Centef (il Centro per la ricerca del finanziamento al terrorismo) dopo l'ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente.

Perché Israele ha deciso di entrare in Libano?

"Primo, per rimuovere quanto rimane della presenza di Hezbollah nel sud, e secondo, per spingere il più a nord possibile le basi di lancio di missili di Hezbollah. L'uso di proiettili a grappolo da parte loro crea un rischio aggiuntivo alla popolazione civile israeliana, che è il suo principale bersaglio. Costringendo Hezbollah a una ritirata a nord Israele cerca di ridurre il rischio per i propri civili".

Ma Hezollah è ancora effettivamente pericolosa o ha subito un consistente indebolimento?

"Hezbollah è molto indebolito rispetto alla vigilia del 7 ottobre 2023, ma non è sconfitto. Conta ancora su un arsenale significativo, che il regime iraniano ha cercato di rimpinguare dopo il cessate il fuoco di fine 2024. Ciò che colpisce è che in un momento di tanta debolezza, non solo militare ma anche politica, Hezbollah apra un secondo fronte contro Israele per conto di Teheran. Significa sacrificare una pedina importante. Israele avrebbe preferito avere un confine settentrionale tranquillo ma, una volta attaccato, sfrutterà il suo vantaggio militare e di intelligence per indebolire ulteriormente Hezbollah".

Essendo ancora uno dei principali proxy dell'Iran, questo fronte come influisce sul conflitto in corso?

"L'Iran, attivando Hezbollah rischia in modo consistente. Primo perché il gruppo terroristico è molto più fragile militarmente, e secondo perché, come conseguenza del conflitto degli ultimi due anni, sono molto più deboli politicamente in Libano. L'Iran con questa mossa si sta giocando il tutto per tutto, se perdesse un alleato come Hezbollah ne risentirebbe in modo consistente".

Le cellule dormienti in Europa sono un rischio concreto?

"Il pericolo terrorismo di matrice iraniana rimane presente e forse, proprio in questo momento di estrema fragilità e isolamento, il regime potrebbe dare il via libera ad attentati. Qui in Europa c'è una storia lunga e tragica di sovversione iraniana e sia Hezbollah che Teheran contano su numerosi e agguerriti sostenitori".

E i lupi solitari?

"Non fa parte del loro stile. Sono più pazienti e metodici, e puntano ad azioni a maggior impatto di un gesto violento isolato, anche se negli ultimi anni hanno contrattato assassinii a organizzazioni criminali, diminuendo l'efficacia delle loro trame.

Ma occorre essere vigili, specie in previsione delle manifestazioni per l'ultimo venerdì di Ramadan (giorno di Al-Quds), istigate dall'Iran e dai suoi seguaci in tutto l'Occidente, alle quali si potrebbero unire anche membri del movimentismo antagonista in Europa e Italia".

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