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I dem si svegliano solo ora: "Solidarietà". Ma Letta: "Destra incendiaria"

Solo dopo quasi un giorno qualcuno nel Pd condanna gli attacchi ai presidenti delle Camere. Ma molti rilanciano: colpa della destra che sceglie estremisti

I dem si svegliano: "Solidarietà a La Russa". Ma Letta: "Destra incendiaria"

Calma compagni, non c'è fretta. Ignazio La Russa è “solo” la seconda carica dello Stato. Che fretta c'è nel condannare gli attacchi che sta subendo da quando è diventato presidente del Senato? D'altronde, per il Pd, La Russa è uomo e persino di destra, mica un'influencer donna, radical-chic e di sinistra.

Poco importa se la saracinesca della sede di Fratelli d'Italia della Garbatella viene imbrattata con la stella a cinque punte. La condanna da parte del Pd è arrivata solo questo pomeriggio con un messaggio stringatissimo delle due capigruppo di Camera e Senato, Deborah Serracchiani e Simona Malpezzi. "Le minacce contro il senatore La Russa rappresentano un atto vile che va condannato fermamente. Dallle deputate e dai deputati democratici, solidarietà al presidente del Senato. I democratici sono stati e saranno sempre contro l'uso delle minacce e della violenza politica chiunque ne sia vittima”, ha dichiarato la prima. "Le minacce contro il senatore La Russa rappresentano un atto vile che va condannato fermamente. Dallle deputate e dai deputati democratici, solidarietà al presidente del Senato. I democratici sono stati e saranno sempre contro l'uso delle minacce e della violenza politica chiunque ne sia vittima", ha twittato la seconda.

Per il resto, la prima parlamentare che ha speso delle parole (neanche troppo sentite) di solidarietà nei confronti di La Russa è stata Valeria Valente che, in un post su Facebook, ha premesso:“I due neo eletti presidenti di Senato e Camera avranno dal Pd il rispetto dovuto alle due principali cariche istituzionali del Paese dopo il Presidente della Repubblica. È un fatto scontato. E per questo condanniamo, senza se e senza ma, ogni minaccia al Presidente di Palazzo Madama”. Ma, subito dopo, la senatrice dem ha contestato la scelta del centrodestra per due “profili estremisti” e poco unificanti. Il deputato Marco Meloni, coordinatore della segreteria Pd e braccio destro di Enrico Letta, si è limitato a twittare una frase di rito, valida per ogni occasione."Solidarietà al presidente del Senato Ignazio La Russa e ferma condanna delle minacce che gli sono state rivolte. La violenza, l'odio e le minacce sono sempre, nella vita civile e nel dibattito politico, del tutto inaccettabili", ha scritto su Twitter.

Ma, man mano che si sale nella gerarchia del Pd e più le dichiarazioni dei big diventano sempre più irrispettose nei confronti sia della seconda sia della terza carica dello Stato. “Sono tra quelli che non hanno ancora smaltito l'emozione, sono commosso per le due scelte fatte: Ignazio 'Benito’ La Russa e quell'altro”, ha detto il presidente della Campania Vincenzo De Luca. La Meloni ha detto che sono impegnati ad unire il Paese e non a dividerlo. E hanno eletto La Russa e Fontana. E se volevano dividerlo che facevano?”, si è domandato su Twitter il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

E, per finire, abbiamo il segretario Enrico Letta che, da Berlino, a margine del congresso dei socialisti europei dove ha cantato "Bella ciao", anziché esprimere la sua solidarietà ai presidenti delle due Aule, ha attaccato: “L'inizio di questa legislatura è il peggiore che potesse esserci. La legislatura comincia con una logica incendiaria da parte di chi ha vinto le elezioni. Chi ha vinto, invece di riappacificare il paese, lo sta dividendo. Ma chi semina vento non può che raccogliere tempesta”. A queste parole è seguita la ferma condanna della Meloni che le considera “gravissime” e ha chiesto le sue immediate scuse. Difficile che arriveranno così come sarà difficile che il Pd e il centrosinistra accettino serenamente la sconfitta e tutto ciò che ne consegue, ossia che il centrodestra governi con uomini di centrodestra. E, infatti, a stretto giro, arriva il tweet del vicesegretario dem, Peppe Provenzano, che ribatte:"Giorgia Meloni pretende le scuse da noi, primo partito d'opposizione. Si assuma la responsabilità di aver diviso il Paese con scelte estremiste ai vertici delle istituzioni. Pensi a formare un governo e dare risposte, se ne è capace. Non ha il potere di dirci come fare opposizione".

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