"Sono solo carte passate da Israele e dal Mossad". È questa oggi la scusa usata dai fan di Hannoun, considerato dall'accusa il leader di Hamas in Italia, per provare a delegittimare il lavoro svolto dalla Procura di Genova, dalla nostra intelligence e dalle forze di polizia e Guardia di Finanza. Una documentazione dettagliatissima in cui ci sono decine e decine di intercettazioni in cui gli stessi indagati forniscono elementi chiave che hanno portato all'arresto di 9 indagati. Ma in esclusiva vi possiamo parlare di una missione organizzata dall'Api (Associazione dei palestinesi in Italia guidata proprio da Hannoun). A renderlo noto è il sito Infopal, definito dagli inquirenti "organo di informazione dell'ABSPP (l'associazione tramite cui sarebbero stati raccolti e inviati i soldi ad Hamas dall'Italia), la cui direttrice è Angela Lano, anche lei oggi al centro delle indagini. Il sito svolgerebbe "attività propagandistiche e di sostegno all'attività di ABSPP, ricevendo da quest'ultima finanziamenti stabili".
Ed è proprio il medesimo sito, in un articolo del 6 novembre del 2019 a scrivere: "La Missione organizzata da Api ci ha consentito di attivare nuove conoscenze e relazioni, politiche e personali, rilevanti e di pregio. L'incontro con Khaled Meshal e il suo discorso all'Assemblea denota una impostazione del tutto politica e Hamas nella Striscia e in Cisgiordania raccoglie molti consensi popolari, elettivi ed amministra, oltre alla Striscia, diverse Municipalità in West Bank. La chiusura dell'Occidente a riccio e l'accusa ad Hamas di essere un'organizzazione terroristica non reggono più e sono retorica pura islamofobica". Khaled Meshal, però, non è un uomo qualunque, bensì l'attuale responsabile per la Diaspora di Hamas e capo dell'ufficio politico del gruppo terroristico dal 1996 al 2017. Ma viene anche legittimata l'organizzazione terroristica stessa: "Per agevolare il percorso unitario della rappresentanza palestinese, più volte intrapreso e più volte fallito, l'Italia e l'Europa devono riconoscere Hamas come interlocutore e mettere al bando le ipocrisie imposte da Stati Uniti e Israele".
Quindi, in sostanza, è stato Israele a scrivere anche questo articolo e a obbligare l'associazione di Hannoun a incontrare uno degli uomini centrali del terrorismo internazionale? Per non farsi mancare un passaggio sull'intifada: "Ricordiamo che la seconda Intifada fu scatenata proprio da una provocatoria passeggiata sulla spianata da parte del leader della destra israeliana del Likud, Ariel Sharon". Spiegano, quindi, che "occorre ristabilire, nell'immaginario collettivo e nei media, la verità su chi sono i carnefici e chi sono le vittime. Alcune immagini rendono mille volte più di tanti discorsi e scritti". Poi il passaggio sulla sinistra italiana vista come target per la loro propaganda: "Gli opinion maker italiani. La comunicazione.
Sono molti i personaggi pubblici italiani progressisti e di sinistra che tuttavia non sanno quasi nulla di Palestina, ma che dovremmo informare e coinvolgere affinché conoscano, anche direttamente, il dramma palestinese e possano esprimersi, pubblicamente, a favore dell'infanzia, dei diritti, della convivenza e della difesa di Gerusalemme internazionale". Un pensiero che dimostra come il progetto che viene dalla Palestina abbia puntato fin dall'inizio i politici della sinistra italiana in un binomio che poi si è concretizzato.