
Vertici militari e della sicurezza di Israele sono pronti a sfidare Benjamin Netanyahu sull'offensiva a Gaza City. Secondo indiscrezioni rivelate da Channel 12, un consistente pezzo dello Stato ebraico si presenterà oggi alla riunione di gabinetto con una proposta unificata per cercare di convincere i ministri di accettare l'attuale bozza di accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. "Dobbiamo cogliere l'opportunità di riportare indietro gli ostaggi vivi e di usare il cessate il fuoco per porre fine ai combattimenti -, ha dichiarato una fonte di alto livello -. Qualsiasi altra decisione, basata sull'ipotesi che Hamas si arrenderà se entriamo a Gaza city, è una scommessa azzardata sulla vita di ostaggi e soldati".
I responsabili della sicurezza stasera chiederanno anche conto del perché Israele non abbia tenuto una riunione di gabinetto per prendere seriamente in considerazione l'ultima offerta sul tavolo della pace, molto simile a quella recentemente approvata da Gerusalemme stessa. La proposta graduale elaborata dai mediatori arabi e approvata da Hamas il 18 agosto scorso prevede il rilascio di 10 ostaggi insieme ai corpi di 18 rapiti uccisi in 60 giorni, durante i quali le parti terranno colloqui sui termini del rilascio degli ostaggi rimanenti e sulla fine della guerra.
La proposta è quasi uguale a quella elaborata dall'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, approvata da Israele nel mese di luglio, prima che Hamas aggiungesse nuove richieste portando al fallimento dei colloqui, hanno sottolineato alcuni diplomatici arabi al Times of Israel. I mediatori arabi sono poi riusciti a far desistere Hamas da queste nuove richieste, ma Israele nel frattempo ha dichiarato di non essere più interessato a un accordo graduale.
Una sfida destinata a schiantarsi contro il muro di gomma del governo Netanyahu. Gli analisti sono davvero poco propensi a pensare che dal gabinetto di sicurezza di domani possa uscire un cambiamento di rotta sull'occupazione della Striscia di Gaza nella riunione. Haaretz, citando un alto funzionario israeliano, ieri ha preso le distanze dal capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamiri, che starebbe cercando di ritardare l'invasione: "La decisione - scrive il quotidiano - è già stata presa due settimane fa. Entreremo a Gaza. Il fatto che il capo di stato maggiore stia cercando di evitarlo, è colpa sua".
Intanto il portavoce in lingua araba dell'Idf Avichay Adraee ha criticato su X i media arabi per aver riportato "come pappagalli" le voci diffuse sui social secondo cui soldati israeliani sarebbero stati rapiti, feriti e uccisi in un'imboscata di Hamas a Gaza city.
In un post in lingua araba, Adraee ha accusato quelli che definisce organi di informazione legati ai Fratelli Musulmani di diffondere "nuove notizie false" volte a risollevare il morale dei combattenti e dei sostenitori di Hamas che, dice, "sanno benissimo che la loro sconfitta è inevitabile". Adraee afferma che la propaganda raffigura "il prospero Israele come sconfitto e la distrutta Gaza come vittoriosa", descrivendola come una "illusione di vittoria" che Hamas sta cercando di vendere.