Con tutto quello che succede nel mondo, sembra improbabile che il Padre Eterno possa preoccuparsi dell'Europa League. Tuttavia, non si capisce perché i tifosi della squadra di calcio Stella Rossa di Belgrado non possano invocare la protezione del Padre Eterno affinché vinca la propria squadra. Così sulla curva dello stadio di Belgrado i tifosi della Stella Rossa hanno realizzato prima della partita contro il Lille una gigantesca scenografia religiosa. Con una notevole abilità compositiva, è stata riprodotta un'imponente immagine del volto di San Simeone, icona a cui i cristiani serbi sono molto devoti, accompagnata dalla scritta: "Che la nostra fede vi accompagni alla vittoria". La Uefa, l'unione delle federazioni calcistiche europee, ha multato la Stella Russa, obbligandola a pagare 95.000 euro con questa motivazione: "È stato esposto un messaggio ritenuto inappropriato per un evento sportivo e per aver presumibilmente minato la reputazione e l'integrità sia del calcio che della stessa Uefa". Quando si espongono diavoli, corna, streghe, forconi evidentemente non si mina nessuna reputazione, secondo la Uefa, mentre invece invocare la protezione divina con l'immagine religiosa, tra l'altro benfatta, è offensivo. Naturalmente non si comprende verso chi è offensiva l'immagine di San Simeone, di certo non verso i cristiani: credo, però, che la risposta si trovi nella stessa subdola motivazione della sanzione che, con una malcelata perfidia, utilizza l'avverbio "probabilmente". Come dire: si può anche scrivere quella frase che invoca la fede cristiana per raggiungere la vittoria, ma sarebbe meglio non esporsi, tenersi sottotraccia, rendere meno esplicito il sentimento religioso che in modo così grandioso viene testimoniato.
Supponiamo che invece dell'immagine cristiana di San Simeone, ci fosse stata una scritta che evocasse la fede islamica, non la figura di Allah perché è proibito, ma qualche simbolo musulmano che affiancasse la scritta inneggiante alla protezione del Dio. Chi avrebbe avuto il coraggio di denunciare il fatto, di infliggere una multa alla squadra e ai suoi tifosi islamici? Se ciò fosse accaduto si sarebbero subito riempite le piazze di manifestanti contro quell'eventuale coraggioso che aveva osato reprimere la libertà di fede del popolo islamico. La Uefa, con senso dell'opportunità, si allinea: niente crocefisso nei luoghi pubblici per non offendere altre religione, abolizione del presepio per non turbare i bambini musulmani che frequentano le nostre scuole? E allora multa ai tifosi di Belgrado e censura per il loro grandioso San Simeone, che, per la cronaca, neppure ha fatto vincere la loro squadra.
Certo, un episodio marginale quello accaduto nello stadio della Stella
Rossa, ma significativo del modo in cui la censura alla fede cristiana si stia diffondendo senza esitazioni, diventando "popolare", perfino sostenuta in forma ufficiale da un'importante organizzazione sportiva dell'Europa.