Lo scambio e la relativa lanterna, ovvero il segnale luminoso specifico che indica la direzione impostata delle rotaie per gli scambi, sono risultati perfettamente funzionanti. Inoltre il sistema di frenata di sicurezza installato sul tram, uno di quelli di ultima generazione e difficilmente con anomalie tecniche, non è mai entrato in funzione prima che il conducente perdesse il controllo del mezzo che procedeva quasi a 50 chilometri all'ora, la velocità massima, e che è poi scarrocciato andandosi a schiantare.
È il quadro emerso dai primi rilievi effettuati venerdì scorso, subito dopo l'incidente del Tramlink numero 9, avvenuto in viale Vittorio Veneto a Milano, angolo via Lazzaretto (zona Porta Venezia), in cui sono morte due persone e una cinquantina sono rimaste ferite. Ieri pomeriggio il presidente del consiglio regionale Federico Romani, ha chiesto all'aula, in apertura di seduta, di osservare un minuto di silenzio, per ricordare le vittime.
Un quadro che fa sembrare come ipotesi più quotata quella dell'errore umano, dovuto o a un malore o a una fatale distrazione del conducente. Per quanto riguarda il malore il tramviere ha raccontato di essersi fatto male al piede sinistro, aiutando in zona Stazione Centrale un disabile in carrozzina a salire a bordo - una ruota gli sarebbe finita sull'alluce del piede sinistro - con il passare del tempo gli avrebbe provocato un dolore insopportabile, fino a scatenare una sincope vaso vagale. Si stanno analizzando gli audio dei collegamenti con la centrale operativa Atm per capire cosa abbia detto il conducente prima di sentirsi male. Sembra, però, che gli sia stato comunicato di arrivare fino alla prima fermata disponibile dove un collega gli avrebbe dato il cambio, ma Pietro M. a quella fermata non ci è mai arrivato o meglio, il malore improvviso deve averlo colpito prima, tanto da averla "saltata".
Non solo, l'ipotesi che si sia accasciato sulla cloche è coerente con l'inusitata accelerazione del 9, che sarebbe arrivato a toccare i 50 km orari, perchè avrebbe portato indietro la "manetta", dando corrente, e il non aver "chiamato" lo scambio, che risulta perfettamente funzionante, per riportarlo dritto.
Per quanto riguarda, invece, l'ipotesi della distrazione, ovvero il fatto che l'autista, 60 anni e 35 di onorato servizio raccontano i colleghi, gli inquirenti stanno analizzando le immagini registrate dalle 10 telecamere a bordo, ma anche quelle dei palazzi di tutta la zona per cercare di carpire un dettaglio. Al vaglio anche il cellulare del conducente, sequestrato venerdì, per capire se stesse guardando qualcosa - è stata esclusa la telefonata -. Anche i passeggeri che erano sul tram e i testimoni per strada saranno sentiti per capire se abbiano visto dai finestrini della cabina cosa stesse facendo il conducente.
Venendo all'ipotesi circolata di un black out alle telecamere all'interno della cabina di comando, che sembrerebbe non avere registrato nulla per un calo di tesione, viene consideratadai tecnici non plausibile. Così la testimonianza di alcuni cittadini che avrebbero riferito di aver visto, sempre la mattina del venerdì, 8 tram fermi e incolonnati nel punto in cui è deragliato il 9, è esclusa l'ipotesi del calo di tensione o di un guasto alla linea: la "fila" sarebbe stata causata da lavori di manutenzione sui binari, che nulla hanno a che vedere con un calo di tensione, e che sarebbero, appunto, stati ultimati nella stessa mattinata.
Così sembra anche che la telecamera nella cabina di guida
dei nuovi Tramlink non riprendano il conducente, per la legge sulla privacy, ma entrino in funzione nel momento in cui si registra una brusca frenata o su richiesta del conducente nel caso di un'aggressione o di pericolo.