Meno quattro. Sabato 6 giugno scadrà il taglio delle accise sui carburanti. Nell'ultima versione del provvedimento lo sconto sulla benzina è di circa 6 centesimi al litro mentre quello sul diesel viene ridotto da circa 24 a 12 centesimi al litro. Se non ci saranno nuovi interventi, dal 7 giugno benzina e diesel torneranno alle aliquote ordinarie. Prima, però, la data cerchiata di rosso nell'agenda di Palazzo Chigi è quella di domani 3 giugno quando la Commissione Ue adotterà il Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026. Sul tavolo c'è anche l'attesa per una risposta alla lettera che Giorgia Meloni ha inviato il 17 maggio a Ursula von der Leyen chiedendo di estendere alla crisi energetica la clausola di salvaguardia nazionale con deroghe al Patto di stabilità per gli investimenti in Difesa.
Secondo quanto trapela da Bruxelles, si va verso la concessione di una moderata flessibilità, accogliendo di fatto le richieste italiane. La maggiore spesa, però, sarebbe prevista per investimenti e non per sussidi. Non è chiaro, invece, se si concederà una linea di credito per l'energia, attraverso la riprogrammazione dei fondi di Coesione. A fine aprile la presidente von der Leyen, aveva segnalato che nei diversi programmi europei ben 300 miliardi sono disponibili per gli investimenti in energia, e di questi 95 miliardi non sono ancora investiti. In gran parte, comunque, sarebbero prestiti del Recovery, e poi fondi di Coesione e Modernisation Fund, dove però l'Italia non partecipa (è destinato ai Paesi con Pil pro capite inferiore al 75% della media Ue). L'attesa, come detto, è che Bruxelles chieda di privilegiare gli investimenti a sussidi. Le misure contro il caro-energia devono essere "temporanee e mirate", raccomanda sempre il commissario all'Economia Dombrovskis. Ieri, intanto, il vicepresidente esecutivo della Commissione, Raffaele Fitto, ha inviato una missiva ai presidenti delle Regioni europee responsabili della gestione dei programmi di coesione per comunicare loro la possibilità di destinare le risorse non ancora impegnate a misure contro il caro-energia. "Oggi, a una delle 5 priorità già definite, l'energia, estendiamo ulteriori tipologie d'investimento. La volontarietà, come in precedenza, rimane il principio cardine: nessun obbligo, nessuna imposizione", ha scritto in un post su X.
Dall'esito di questi confronti dipenderanno comunque le mosse sul fronte del caro-carburanti perché un rinnovo delle riduzioni è comunque oneroso. Finora il taglio temporaneo (più le agevolazioni all'autotrasporto) è costato alle casse pubbliche circa 2 miliardi. La prima fase, avviata il 19 marzo con una riduzione di 20-25 centesimi al litro, è costata 528 milioni. La proroga fino al 1° maggio è stata quantificata dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in 500 milioni. Successivamente il governo ha allungato la misura fino al 22 maggio (e poi al 6 giugno), mantenendo però integralmente lo sconto sul diesel e riducendo quello sulla benzina, con un costo aggiuntivo inferiore rispetto alle prime due tranche.
L'obiettivo del ministro Giorgetti è continuare a sostenere famiglie e imprese finché l'emergenza lo richiederà, evitando però che una misura nata come straordinaria si trasformi in un onere strutturale per le finanze pubbliche.