Sgambetto a Conte: l'ex ministro Trenta si fa un partito

Nasce "Nuovi orizzonti per l'Italia", con un Qr code tricolore nel simbolo. L'ex ministro della Difesa può insidiare i 5 Stelle, ma anche le mosse degli altri ex creano panico

L'ex ministro Trenta fonda un partito: ecco lo sgambetto a Conte

Si allarga la platea di malcontento grillino che sfocia nella nascita di un nuovo partito. Nella giornata di ieri l'ex ministro Elisabetta Trenta ha lanciato "NoI", acronimo di "Nuovi orizzonti per l'Italia". Un Qr code nel simbolo, che ha i colori del Tricolore, per indicare i grandi cambiamenti tecnologici. Una mossa che ovviamente non fa dormire sonni tranquilli a Giuseppe Conte: non solo una nuova creatura politica di questo genere può attirare i consensi di quella parte di elettorato ancora anti-sistema, ma può stuzzicare tutti quegli eletti in Parlamento con il Movimento 5 Stelle che sono delusi e insoddisfatti della nuova gestione.

Il partito della Trenta

L'ex titolare della Difesa nel governo gialloverde ha spiegato che si tratta di un partito "che si rivolge a tutti coloro che ritengono di non avere un partito e che credono che la politica sia sempre un fallimento". Ecco dunque che ritornano le ricette antiche del M5S, contro il palazzo e la solita politica che non si rende utile al Paese. Antichi pilastri ormai abbandonati dai 5 Stelle, motivo per cui l'ex ministro ha deciso di dare vita a un nuovo soggetto politico.

La Trenta, intervistata da La Repubblica, ha detto senza giri di parole che "il vero Movimento 5 Stelle è concluso, quello di una volta è finito". Si dice delusa sia da Luigi Di Maio sia da Conte, con cui il canale di comunicazione si è chiuso. Prossimamente si ragionerà sulla possibilità di correre alle prossime elezioni nazionali, senza escludere alleanze con altre forze politiche. "Ci sono contatti aperti", ha ammesso in merito all'ipotesi di adesioni da parte dei parlamentari. Ed è proprio questo a preoccupare la galassia grillina.

Le mosse degli ex 5S

Il partito della Trenta si aggiunge a una serie di mosse portate avanti da altri ex 5S. Su tutte quelle di Alessandro Di Battista, che ha lanciato un tour per l'Italia al fine di "tastare il terreno" e "verificare se c'è un consenso non tanto nei miei confronti, quanto verso un progetto politico". E in questa ottica l'asse con Davide Casaleggio farebbe tremare e non poco il mondo pentastellato, che teme di perdere i consensi di quegli elettori affezionati ai principi e ai valori storici del Movimento.

La lista dei fuoriusciti che insidia Conte è lunga. Tra i tanti figura anche Barbara Lezzi, ex ministro per il Sud, secondo cui occorre assolutamente "incominciare a ragionare su un nuovo soggetto politico" tornando tra la gente. E dunque si incrociano le manovre nella frastagliata galassia degli ex 5 Stelle: in tal senso potrebbero convergere pure Nicola Morra, Alessio Villarosa, Di Battista. E, chissà mai, Casaleggio. Senza dimenticare che i parlamentari 5S espulsi per non aver votato la fiducia al governo Draghi hanno dato vita alla componente Alternativa, che alla Camera può contare 16 deputati.

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