Elezioni politiche 2022

"Una lezione per le democrazie". Pure Le Monde fa "chapeau" alla Meloni

Il quotidiano francese, che alla vigilia del voto aveva criticato il centrodestra, ammette che qualcosa in Italia è cambiato: "Meloni giudicata la più coerente, centrosinistra non credibile per gli elettori"

"Una lezione per le democrazie". Pure Le Monde fa "chapeau" alla Meloni

Lo sguardo è quello di sempre, un po' circospetto. Ma il giudizio di fondo no. A bocce ferme e davanti all'oggettività dei numeri, anche i francesi si sono accorti che l'exploit elettorale di Giorgia Meloni non può essere derubricato come un fenomeno estemporaneo. Qualcosa in Italia è cambiato davvero e il crollo dei consensi progressisti lo dimostra. Da qui l'ineluttabile presa di coscenza in arrivo da Parigi: "Gli elettori non trovano nel centrosinistra democratico una prospettiva credibile per rappresentare i propri bisogni e interessi". Lo ha scritto addirittura Le Monde, il quotidiano d'oltralpe che alla vigilia del voto aveva sbertucciato il centrodestra italico e i suoi partiti.

Poi però la parola è passata ai cittadini e le dotte analisi del giornale transaplino hanno dovuto fare i conti con la libera scelta degli elettori. Così, ora, Le Monde ha definito le recenti elezioni italiane una "lezione per tutte le democrazie occidentali". Un evento, insomma, destinato a fare scuola. Chapeau. Il quotidiano della gauche francese ha poi osservato come la leader di Fratelli d'Italia sia stata vista dagli elettori la "più coerente", ma soprattutto la sola che "ancora non ha potuto deludere", visto che non era mai arrivata al potere. Circostanza probabilmente non troppo gradita alla testata progressista e ai suoi lettori, ma considerata perlomeno come un dato di fatto.

L'incapacità della sinistra

"I partiti storici si cullano nell'illusione immaginando che questi nuovi arrivati si bruceranno le ali arrivando al potere", ha proseguito Le Monde nella sua analisi post-voto, ricordando però che tale scenario non sembra destinato ad avere immediato riscontro. "Il problema è che i dirigenti stessi non ci credono più. Non credono più nei loro concittadini, nei loro partiti, nel loro potere", continua il quotidiano, criticando i partiti storici per la loro incapacità di mettersi in sintonia con l'elettorato. "Al di fuori delle sue roccaforti in Emilia-Romagna e Toscana, il voto di sinistra sta crollando ovunque. La stessa dinamica si osserva per la destra tradizionale fuori dalle sue roccaforti in Veneto o Lombardia. Tutto sommato, questo si traduce in un'astensione storica", si legge ancorae.

Da qui, l'auspicio del foglio d'oltralpe: "è tempo per i partiti di fare politica in un modo differente". Della vittoria di Giorgia Meloni aveva scritto, nei giorni scorsi, anche il Financial Times, zittendo la sinistra sulle strumentali accuse di fascismo rivolte agli avversari politici. "Per il rischio fascismo bisogna guardare a Mosca non a Roma", aveva sentenziato il quotidiano economico in un articolo firmato dallo storico Timothy Garton Ash.

Commenti