L'incredibile vita da romanzo che ispirò "Petrolio" a Pasolini

Il professore seppe dire no ai bilanci oscuri di Eni. Nacque uno scandalo che non sfuggì allo scrittore

L'incredibile vita da romanzo che ispirò "Petrolio" a Pasolini

La vita di Francesco Forte è stata un romanzo. Studia al mai dimenticato (e prestigioso) collegio Ghislieri di Pavia, entra quasi subito in Eni portato dal professor Marcello Boldrini, arriva alla vicepresidenza, causa uno scandalo seguito da processo (vinto) quando si rifiuta di firmare il bilancio, pieno di zone oscure per creare fondi neri all'estero, eredita la cattedra a Torino che fu di Luigi Einaudi, è chiamato nel comitato scientifico, con Bobbio e altri pesi massimi, della Fondazione Einaudi e poi... Ecco, non siamo nemmeno arrivati alla metà dell'esistenza di questo straordinario uomo, generoso, onesto, spiritoso, a modo suo sentimentale e sempre fedele alle antiche amicizie. Ci sarebbero anche i successi editoriali, incredibili visto che l'economia sociale di mercato non è esattamente il più popolare dei temi; l'insegnamento negli Stati Uniti; la militanza politica (Psi) svolta mantenendo sempre il profilo dello studioso; il ministero delle Finanze ed ecco, qui ci avviciniamo forse alla metà. Il resto vi consigliamo di leggerlo nella autobiografia A onor del vero (edita da Rubbettino nel 2017; e da Rubbettino uscirà tra pochi giorni il suo nuovo libro scritto a quattro mani con Marialuisa Trussardi sulla economia della moda: Fashion and Luxury Fashion In the Third Millenium).

La vita di Francesco Forte è stata un romanzo. Anche alla lettera. Infatti, Pier Paolo Pasolini scelse Francesco Forte come modello per alcuni aspetti di Carlo, il protagonista di Petrolio, il capolavoro rimasto incompiuto e pubblicato postumo. Forte lo sapeva, lo ha anche scritto, di passaggio, nella sua autobiografia, ma non è che andasse in giro a parlarne perché, tutto sommato, lo si capiva quasi subito, non riteneva che fosse un episodio poi così rilevante nella sua vita. Dal suo punto di vista, neppure si può dargli torto. Dal punto di vista, invece, della storia della letteratura italiana, la notizia ha la sua (notevole) importanza. Pasolini lo scelse dopo aver letto un articolo della rivista Il tempo in cui Forte mandava l'Eni a quel paese per i bilanci troppo oscuri. La prima parola del dattiloscritto di Petrolio, migliaia di pagine, è FORTE, in maiuscolo, accanto alla data dello scontro sui giornali. Un promemoria. Che sia proprio lui, è confermato da una miriade di fatti. Forte ha sempre negato decisamente di aver conosciuto lo scrittore. Eppure ci sono dettagli davvero difficili da spiegare senza immaginare un incontro: la nonna del personaggio Carlo produce una bevanda alcolica solo per i famigliari. Beh, anche la nonna di Forte... Come poteva saperlo Pasolini? Mistero. Forse glielo aveva detto un amico comune, un altro componente della incredibile cerchia di ex studenti pavesi con la quale Forte non aveva mai tagliato i legami: lo psichiatra Elvio Fachinelli, che diede a Pasolini anche le informazioni su Eugenio Cefis, prima braccio destro e poi successore di Enrico Mattei alla presidenza dell'Eni.

Questa rete di rapporti, chiamiamola così, di ex collegiali un giorno verrà studiata. Ne facevano parte, a vario titolo, letterati come Giampaolo Dossena e avvocati come Guido Rossi. Psichiatri come Elvio Fachinelli e sociologi come Francesco Alberoni. Veniva da questo ambiente anche la moglie del professore, l'amatissima Carmen Cignoli. Quando lei morì, nel 2017, lui le mandò l'ultimo bacio con una lettera straziante-commovente-innamorata postata su Facebook. Si erano conosciuti proprio a Pavia. Lui, capo degli studenti, aveva 22 anni. Lei era al secondo anno di Lettere. Sono stati assieme per circa sessantacinque anni.

Discutere con Forte delle sue esperienze, era una esperienza in sé. Quest'uomo così umile nel raccontarsi e nel chiedere, ad esempio, se poteva scrivere qualche pezzo per la cultura, era un pozzo senza fondo di notizie, spunti, avventure di cui ti metteva al corrente come niente fosse. Mentre ti passava la storia del Novecento davanti agli occhi, il professore poteva proseguire per ore. A patto che non ci fosse il calcio in televisione...

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