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L'Inps sana il nodo esodati dopo la crescita dell'età pensionabile

Prolungati gli assegni straordinari per chi avrebbe rischiato di rimanere senza stipendio o pensione

L'Inps sana il nodo esodati dopo la crescita dell'età pensionabile
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Una circolare dell'Inps risolve il problema delle migliaia di "esodati" seguiti all'innalzamento di un mese dei requisiti pensionistici. Si tratta di un meccanismo dovuto alla Legge Fornero, che prevede un adeguamento biennale dell'età pensionabile in funzione della speranza di vita. Inizialmente previsto in tre mesi in più, l'aumento è stato ridotto dal governo in manovra.

In seguito, la ministra del Lavoro Marina Calderone si era impegnata a individuare una soluzione per quei 4.900 lavoratori (a fronte di una prima stima di 55mila da parte della Cgil) che si sarebbero ritrovati senza il conforto di uno stipendio o dell'assegno pensionistico per un periodo fino a tre mesi. Nella giornata di ieri la soluzione è arrivata per mezzo di una nuova circolare Inps: l'istituto guidato dal presidente Gabriele Fava ha individuato le casistiche tutelate, prevedendo un breve prolungamento degli assegni straordinari, delle isopensioni e delle indennità di espansione.

La misura riguarda i lavoratori che, a causa dell'incremento dei requisiti pensionistici, non riuscirebbero a raggiungere la nuova data di decorrenza della pensione entro il periodo ordinario di esodo. A tutela dei beneficiari, la circolare ammette il prolungamento della prestazione fino alla nuova data, anche oltre il periodo ordinario di durata massima dell'esodo (fissato in 4, 5 o 7 anni a seconda della prestazione). La soluzione spiega la circolare Inps si fonda su una normativa speciale e su un'interpretazione evolutiva che tiene conto delle diverse casistiche. È stata inoltre introdotta una specifica tutela a favore di coloro che, considerando i requisiti e le stime vigenti al 2025, hanno cessato l'attività entro il 31 gennaio 2026, nonché di coloro che, già nel 2026, sono interessati dall'allungamento della finestra di decorrenza in quanto iscritti alle casse dei dipendenti pubblici (Cpdel, Cps, Cpi e Cpug), anche alla luce dell'aggiornamento prospettico dei requisiti pensionistici basato sui dati demografici più recenti. In pratica, saranno le aziende a provvedere al pagamento di quei lavoratori che si trovassero scoperti per un periodo e sprovvisti di stipendio o pensione.

Dal prossimo anno si potrà uscire dal lavoro a 67 anni e un mese di età, mentre per la pensione anticipata serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Si tratta dell'anticipo di un incremento più marcato: nel 2028 potrebbero servire tre mesi in più per accedere all'assegno pensionistico e ritirarsi dal lavoro, a meno che come già avvenuto per il 2027 il governo non riesca a limitare o cancellare l'aumento.

L'ultimo intervento del governo ha previsto anche l'esclusione di alcune categorie di lavoratori dall'innalzamento dei requisiti pensionistici.

Tra gli altri continueranno infatti ad andare in pensione a 67 anni gli operai dell'edilizia, i conducenti di mezzi pesanti, gli operatori ecologici, gli insegnanti del nido e della scuola dell'infanzia e gli altri lavoratori impegnati in attività gravose, a condizione che abbiano svolto tali mansioni per almeno sei anni negli ultimi sette o sette negli ultimi dieci.

MAst

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