Guerra Santa Ue a Kirill. Il patriarca-miliardario: "Non temo Bruxelles. E il Papa sbaglia i toni"

L'ipotesi di sanzioni anche al capo della Chiesa russa: "È responsabile delle minacce all'integrità ucraina". La replica: "Impossibile intimidirci". Poi la risposta al Pontefice: "Incontro travisato, così dialogo difficile"

Guerra Santa Ue a Kirill. Il patriarca-miliardario: "Non temo Bruxelles. E il Papa sbaglia i toni"

È in totale contrapposizione con Papa Francesco. Ha da sempre sostenuto la guerra, definendola «giusta» e appoggiato il fedelissimo amico Vladimir Putin. Nel mirino dell'Unione europea, dopo oltre due mesi di guerra in Ucraina, è finito anche il Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Kirill. L'Europa unita ha infatti deciso di colpire anche il capo della chiesa ortodossa perché «ritenuto responsabile del sostegno o dell'attuazione di azioni o politiche che minano o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, nonché la stabilità e la sicurezza in Ucraina», recita il testo del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Un patrimonio di quattro miliardi di dollari, ville sul Mar Nero, yacht e conti bancari in Svizzera. Secondo le accuse dell'opposizione, impossibili da verificare, il numero uno del patriarcato di Mosca sarebbe da considerare un oligarca, a tutti gli effetti da inserire nella lista nera delle persone che l'Ue vuole sanzionare con conseguente divieto di ingresso nell'Ue e congelamento dei beni. La Chiesa ortodossa russa replica esprimendo «scetticismo» e rispedendo le accuse al mittente. «Vorrei ricordare agli autori delle iniziative sanzionatorie che il Patriarca proviene da una famiglia i cui membri sono stati oggetto di repressione per decenni a causa della loro fede, durante il periodo dell'ateismo militante comunista», ha precisato il portavoce della Chiesa ortodossa russa, Vladimir Legoyda. «Nessuno di loro ha avuto paura di reclusione o rappresaglie - ha ricordato -, quindi bisogna essere completamente estranei alla storia della nostra Chiesa per intimidire il suo clero e i suoi credenti, inserendoli in liste nere. Più le sanzioni diventano indiscriminate, più mancano di buon senso, più lontano diventa il raggiungimento della pace, per la quale la Chiesa ortodossa russa prega con la benedizione di Sua Santità il Patriarca a ogni liturgia».

Eppure le parole di Kirill non sembrano affatto indirizzate alla pace. Tanto che il Patriarca continua a non definire l'attacco russo in Ucraina come «guerra». «La Russia non ha mai attaccato nessuno nella sua storia, ha solo protetto i suoi confini», ha detto in un sermone nella Cattedrale dell'Arcangelo al Cremlino. «Noi non vogliamo combattere nessuno. La Russia non ha mai attaccato nessuno. Sorprendentemente, un Paese grande e forte non ha mai attaccato nessuno, ha solo protetto i suoi confini. Dio conceda che il nostro Paese rimanga forte, potente e amato da Dio fino alla fine dei tempi». Kirill non teme affatto le sanzioni dell'Unione europea che potrebbero essere approvate nelle prossime ore. «Il possibile inserimento del patriarca Kirill nella lista delle sanzioni dell'Ue non ha nulla a che fare con il buon senso, la chiesa non si spaventerà di essere inclusa in alcune lista», ha aggiunto il portavoce della chiesa ortodossa.

Il Patriarcato di Mosca è intervenuto duramente anche per ribattere alle parole di Papa Francesco che, in una intervista al Corriere della Sera, ha definito Kirill un «chierichetto di Putin». «È deplorevole - ha sottolineato il Patriarcato - che un mese e mezzo dopo il colloquio con il Patriarca Kirill, Papa Francesco abbia scelto il tono sbagliato per trasmettere il contenuto di questo colloquio. È improbabile che tali dichiarazioni possano contribuire all'instaurazione di un dialogo costruttivo tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa russa, che è particolarmente necessario in questo momento».

Kirill, al secolo Vladimir Michajlovic Gundjaev, è nato a Leningrado (l'attuale San Pietroburgo) il 20 novembre 1946. Eletto il 27 gennaio 2009 con 508 voti su 702, Kirill guida 165 milioni di fedeli sparsi per il mondo. Si vocifera che abbia conosciuto Putin quando entrambi erano agenti del Kgb. Con il capo del Cremlino, è legato da una lunga amicizia, consolidata anche dalla sua inclinazione al lusso. Tra gli hobby del Patriarca, infatti, figurano lo sci alpino, l'allevamento dei cani di razza, lo sci acquatico e gli orologi di pregio, come il Brequet da 30mila dollari esibito dieci anni fa durante un incontro ufficiale e poi «cancellato» con Photoshop dopo le proteste dei fedeli. Kirill ha sempre negato l'esistenza di enormi ricchezze, ma secondo le stime della rivista indipendente russa Novaya Gazeta, il Patriarca avrebbe dai 4 agli 8 miliardi di dollari.

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