Suona tutto come qualcosa contronatura. Da non dire, da non immaginare nemmeno. Eppure a volte l'orco è la mamma. Le cronache raccontano sempre più spesso di madri che abusano dei figli, che vendono le loro foto nudi o che stanno zitte davanti alle violenze dei loro compagni nella cameretta.
A Latina un'infermiera 40enne è stata condannata a dieci anni di carcere per aver narcotizzato e abusato per settimane del figlio 14enne, riprendendo le violenze e inviando i video all'amante. A Treviso una prof è stata accusata, assieme al suo compagno giornalista, di aver girato video pornografici con protagoniste la figlia e i nipotini. Ed è stata la stessa figlia a trovare le sue immagini sul pc della madre. Storie da incubo, che sembrano la trama di qualche serie tv di bassa lega, ma che invece si infilano nelle contropieghe dei maltrattamenti.
Se le statistiche sugli abusi raccontano principalmente di padri violenti e danno alla madre il ruolo della protettrice, di quella che mette in salvo i figli e chiede aiuto alle forze dell'ordine, il fenomeno della pedo-mamme sta assumendo una sua rilevanza. Poche settimane fa, l'associazione Meter ha pubblicato il report dell'orrore: solo in Italia in un anno la Polizia postale ha inanellato 100 denunce di mamme che hanno fatto circolare materiale pedopornografico con protagonisti i figli, soprattutto neonati. Non sempre sono state protagoniste dirette della violenza ma nulla hanno fatto per proteggere i bimbi. On line sono stati identificati 13 gruppi dedicati al tema, con mamme cyber-pedofile celate dietro ai nickname. "Il problema delle pedo-mamme è in forte crescita - denuncia il presidente dell'associazione, Don Fortunato Di Noto - Ci chiediamo spesso come sia possibile che una madre abusi sessualmente dei figli. Il legame viscerale si trasforma in dominio assoluto, soprattutto sui neonati, come se il corpo dei bimbi fosse un oggetto nelle loro mani. E in questo micromondo di pedocriminalità è sempre più frequente che la perversione si trasformi in un video o in un'immagine che viene venduta nelle chat o nei canali pedopornografici su dark web". Nel mondo i casi denunciati sono 11.240, ma si sospetta che il sottobosco sia molto più fitto. E gran parte dei filmati denunciati vede il coinvolgimento di bimbi in fasce, di disabili e di animali.
La classifica degli abusi vede in testa gli Stati Uniti - rileva il report di Meter - per quanto riguarda il numero di domini con 613 indirizzi verificati e segnalati, seguiti dalle Filippine (215 segnalazioni) e il Montenegro (93). Il numero di link denunciati nel 2024 è di 5.745". L'Osservatorio mondiale contro la pedofilia di Meter ha segnalato 2,1 milioni di foto, 651.527 video e 1.260 cartelle compresse (che confermano la modalità di scambio degli ultimi anni e quindi la condivisione di mega raccolte di file).
Dati già di per sé scioccanti. Ancora più inquietanti se si pensa che spesso la regia è firmata dalle madri.
"Leggendo questo terribile rapporto - interviene Marina Terragni, Autorità garante per l'Infanzia e l'adolescenza - ho la sensazione che a volte le donne si mettano a disposizione delle tendenze pedofile del compagno, come se in loro scattasse una forma di sottomissione alle sue perversioni sessuali. Tutto ciò è spaventoso, soprattutto se si pensa che molti neonati abusati muoiono. L'intelligenza artificiale non fa che peggiorare il fenomeno perché sdogana la pedofilia e fa crescere le vittime di deepnude. Chi realizza a guarda i video realizzati in IA, poi va a cercare i gruppi di pedofili on line".
All'inizio di febbraio sei persone sono state indagate "per violenza sessuale online a distanza ai danni di minori" e due uomini sono stati arrestati in flagranza nelle province di Trento e Reggio Calabria per "detenzione e divulgazione di ingente materiale pedo-pornografico" nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano, condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedo-pornografia online della Polizia postale.