L'Europa ha la febbre alta, e L'Unità è il suo profeta nel triste Giorno della Memoria, in cui si è confrontata la guerra di Gaza con la Shoah. Una forma di negazionismo, da contestare in tribunale. Solo con la febbre o per calcolo politico ignobile si può confondere la Shoah con la guerra che Israele è stata costretta a combattere. Lo Stato ebraico, innocente, ha subìto un attacco che ha smembrato, stuprato, bruciato vivi, rapito uomini donne e bambini. Chi ha titolato "Ricordiamoci della Shoah e mettiamola a confronto con lo sterminio di Palestina" allucina che gli ebrei abbiano fatto a pezzi i tedeschi al picco di una azione preparata nei decenni secondo testi prescrittivi? Che si fossero per questo preparati investendo miliardi e scavando gallerie? Che il proprio popolo, assatanato, li abbia osannati e seguiti? Che la leadership armata si sia trincerata dietro uno scudo umano per dichiaratamente (Sinwar!) ricavarne protezione ideologica? Scherzate? Israele genocida? Nel 1967, inizio dell'occupazione, ci sono 359mila gazani, nel 2005 1.376mila.
Una interessante politica genocida, che infatti si è sempre accompagnata a offerte di condivisione, rifiutata dal 2005. I numeri degli uccisi sono una specie di gioco del lotto se si va dall'Albanese al ministero della salute di Gaza, disegnano una strage di oltre 60mila di cui 9000 terroristi, ma altre valutazioni ci danno 20mila armati per una cifra grosso modo pari di perdite fra i civili, in una società tutta militarizzata, dove ogni edificio era un lanciamissile e ogni ospedale una sede di Hamas.
È chiaro che Israele non ha mai pensato di eliminare i palestinesi, non fa parte della sua storia, ha sempre cercato la pace; mentre le scelte di Hamas sono nero su bianco, e realizzate con l'aggressione terrorista continua. L'esercito israeliano per cercare di salvare più civili possibili, ha usato quel che poteva: sgomberi, telefonate, volantini, spostamenti, telefonate. Vi risulta che gli ebrei venissero avvertiti di fuggire? Piuttosto, non si dava la caccia a ogni creatura da portare alla camera a gas, alla fossa comune? I soldati israeliani vengono processati e indagati minutamente in Israele in caso di violazione delle severe regole militari. Il combattimento è sempre contro obiettivi armati, gli ospedali sono colpiti solo se sedi di Hamas, gli edifici se lanciamissili o casematte. I numeri per ora sono una sceneggiata per cui i morti palestinesi restano gonfiati dal ministero della salute di Gaza, le denunce dei morti sono doppie e triple, i deceduti per malattia o per vecchiaia sommati agli altri, le famiglie tornano con gli stessi nominativi. I camion di cibo sono fluiti verso la popolazione di Gaza a centinaia ogni giorno (se Hamas non li rubava), ma le foto di bambini straziati dalla denutrizione in realtà causata da malattia hanno le prime pagine. La storia è stata stravolta, e ormai tutti la sanno sbagliata: ma lo Stato degli ebrei non è mai stato coloniale, gli ebrei sono a casa, nella terra dei loro padri, Israele, secondo la Bibbia, gli storici romani, greci, cristiani e islamici.
Israele ha diritto più di chiunque alla terra che Mark Twain, prima che gli ebrei la innaffiassero col loro sudore, trovo simile a una pietraia deserta e non ha mai pensato di cacciarne gli arabi, che invece li assalirono. Basta con le bugie, svergognati antisemiti! E voi, che ripetete "never again" finalmente dite invece "io difendo Israele".