"Cara sinistra, ti ho ti ho perdonato anche quando i tuoi componenti non hanno mai voluto dare ascolto a noi vittime dirette ed indirette lasciando che fosse la destra ad occuparsi di noi. Ma ora non ti posso perdonare le bugie che in nome tuo stanno dicendo i tuoi politici . Che mentono sapendo di mentire per sostenere il No al referendum".
È una lettera accorata quella che viene firmata ieri da una donna che sa bene cosa significhi essere una vittima: è la madre di Lorenzo Claris Appiani, il giovane avvocato assassinato nell'aprile 2015 in un aula del tribunale di Milano da un ex cliente, Claudio Giardiello, che uccise anche un giudice e un testimone. Sulle superficialità che permisero a Giardiello di portare una pistola in tribunale, Alberta Brambilla Pisoni dice che non si è mai scavato davvero: "La responsabilità delle figure apicali non è stata neppure presa in considerazione. Niente neppure un avviso di garanzia". Oltre a dimenticare i diritti delle vittime, oggi per la mamma di Lorenzo la sinistra davanti al referendum dimentica la sua storia. Alberta Brambilla Pisoni è sempre stata di sinistra, dai gruppo extraparlamentari al Pd. Ma accusa i "suoi" leader di mentire: "Non riesco a ricordare tutte le farneticanti fandonie per imbrogliare i cittadini e portarli ad una sconfitta di civiltà". Elenca una per una le otto bugie principali, dal controllo politico sui giudici ai guai del sorteggio del Csm. "Cara sinistra menti anche quando ometti di ricordare che la stessa riforma era nei tuoi programmi elettorali più volte presentati. Tu sei diventata un amore tossico, era da anni che lo avrei dovuto capire ma ho resistito perché sono una fedele: stesso marito da 50 anni, stesso pensiero politico, stessa squadra di calcio, stesso parrucchiere".
Adesso, conclude, almeno lo schieramento politico è venuto il momento di cambiarlo: "Non so dove andrò, per ora mi sento orfana. Ma so che voterò Sì".E conclude citando la Caselli: Ora che ti ho detto quello che dovevo sappi che "le nubi sono già più in là"